Bimbo annega in piscina a Grotte di Castro
Grotte di Castro – Bimbo annegato nella piscina comunale di Grotte di Castro, oltre ai due gestori dell’impianto c’é la bagnina tra i tre indagati per cui la pm Eliana Dolce ha chiuso l’inchiesta con l’accusa di omicidio colposo in concorso per la morte del piccolo Fabio Guidobaldi di 4 anni.
La donna, una 36enne, sembra stesse tenendo una lezione privata al momento della tragedia. Gli altri due sono il presidente 35enne e il vicepresidente 52enne della cooperativa Factory Sport Castrum che gestisce l’impianto. Sono state nel frattempo archiviate le posizioni delle altre due donne indagate, un’operatrice del campo estivo e una sorvegliante dell’impianto, quest’ultima non ancora diciottenne, per cui deferita al tribunale per i minori di Roma.
Il piccino, che non sapeva nuotare (“privo delle competenze natatorie minime”), la mattina del 20 luglio dell’anno scorso, sarebbe stato lasciato entrare in acqua da solo senza alcuna protezione (“non indossava alcun presidio di sicurezza”), mentre la bagnina, una 36enne, sarebbe stata impegnata in una lezione privata a una bambina in tenera età (“lasciando così privo della dovuta sorveglianza il minore”).
Per quanto riguarda invece il presidente e il vicepresidente della cooperativa sportiva dilettantistica Factory Sport Castum, società alla quale era affidata la gestione della piscina comunale e l’organizzazione del centro estivo, secondo la procura sono ritenuti responsabili di avere “omesso un adeguato controllo del complesso natatorio”.
Il presidente, al momento della tragedia, avrebbe rivestito inoltre il ruolo di responsabile della piscina e di responsabile degli impianti.
Sotto accusa, in particolare, la mancata informazione degli educatori del centro estivo sulle precauzioni di sicurezza da adottare per l’incolumità dei minori nella gestione dei bambini in acqua, delegando oltretutto l’attività di sorveglianza a personale inesperto tra cui una minore.
Sarebbe stato inoltre omesso di adottare le misure organizzative idonee ad assicurare la corretta e continuativa sorveglianza degli utenti in acqua.
“Omettendo – scrive la pm Dolce – di verificare le competenze natatorie dei minori e di imporre loro l’utilizzo di presidi di sicurezza prima di entrare in acqua, limitando l’accesso dei bambini alla porzione di piscina con minore profondità”.
Quindi ancora dito puntato contro le lezioni private. Il presidente e il vicepresidente della cooperativa sono accusati di “avere consentito alla persona deputata all’assistenza ai bagnanti di poter assumere impegni concomitanti (lezioni private) con l’orario del centro estivo così di fatto impedendo la adeguata costante vigilanza dei minori in acqua”.
I gestori sono assistiti dall’avvocato Angelo Di Silvio del foro di Viterbo, la bagnina è invece difesa dagli avvocati Elio Mannetti e Cristina Marigliano del foro di Roma. I genitori della vittima si sono affidati agli avvocati Antonella Ginanneschi e Pier Paolo Grazini del foro di Viterbo.
Silvana Cortignani
Bimbo annega in piscina a Grotte di Castro – I carabinieri
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

