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“Chemical city lago di Vico, l’impianto idrico era vecchio e passava in mezzo a magazzini con materiali compromessi in uno stabilimento con infrastrutture fatiscenti”

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Ronciglione - Chemical city - Una mappa del 1995 della zona militare con l'impianto idrico

Chemical city – Una mappa del 1995 della zona militare con l’impianto idrico


Ronciglione – “Un impianto idrico vetusto che non prevede la separazione tra linea antincendio e linea delle utenze”. Era questa la condizione in cui versava l’acqua potabile all’interno della Chemical city nel 1995, quando iniziò la bonifica e la dismissione dell’intera zona militare che, a due passi dal lago di Vico e nel cuore di una riserva naturale, aveva prodotto e conservato per decenni armi chimiche. Prodotte, presumibilmente, tra il 1935 e il 1944. Fino alla fine dell’occupazione nazifascista, durante la seconda guerra mondiale. Conservate fino agli anni ‘90, quando è iniziata la bonifica dell’area della Chemical che si estendeva per circa 36 ettari complessivi.


Ronciglione - Chemical city - La stazione di pompaggio della zona militare sulle sponde del lago di Vico

Ronciglione – Chemical city – La stazione di pompaggio della zona militare sulle sponde del lago di Vico


Una zona militare dove alla fine degli anni ‘50 sono state scaricate migliaia di bombe al fosforo provenienti da Taranto, Brindisi e dalla provincia di Parma. Un’area dove erano già presenti iprite, admsite, fosgene e altre sostanze chimiche, come ha già evidenziato il giornalista Gianluca Di Feo nel libro Veleni di stato.


Ronciglione - Chemical city - Un documento del 1995 in cui si descrive la condizione dell'impianto idrico all'interno della zona militare del lago di Vico - pg. 1

Ronciglione – Chemical city – Un documento del 1995 in cui si descrive la condizione dell’impianto idrico all’interno della zona militare del lago di Vico – pg. 1


Ronciglione - Chemical city - Un documento del 1995 in cui si descrive la condizione dell'impianto idrico all'interno della zona militare del lago di Vico - pg. 2

Ronciglione – Chemical city – Un documento del 1995 in cui si descrive la condizione dell’impianto idrico all’interno della zona militare del lago di Vico – pg. 2


Le infrastrutture della Chemical city, sempre negli anni 90, così come nel 1963, erano ridotte in un stato di precarietà che poi diventa vera e propria fatiscenza, nonostante contenesse materiali “pericolosi per il personale e per l’ambiente” e come i documenti militari scoperti da Tusciaweb e parte integrante dell’inchiesta condotta dal giornale dal 2020 ad oggi, dimostrano.


Ronciglione – Chemical city – La stazione di pompaggio sul lago di Vico


Accanto a tutti questi problemi, e a quello del randagismo, si pone anche la questione dell’impianto idrico, definito in un documento militare della Chemical “vetusto” e senza alcuna “separazione tra linea antincendio e linea delle utenze”. Un impianto che, mostra una mappa dello stabilimento datata 18 aprile 1995, parte dal lago di Vico, una stazione di pompaggio, e attraversa tutta la Chemical passando in mezzo si magazzini che contenevano materiali chimici, i numeri 8 e 9, prima di raggiungere i serbatoi. Il tutto in una zona, come attesta un documento militare, la cui “buona conservazione dei materiali” appariva già “compromessa” nel 1963.

Per quanto riguarda l’impianto idrico, il documento del ‘95 spiega tuttavia “che l’installazione di un potabilizzatore appare antieconomico; che l’infrastruttura è destinata ad essere dismessa”. Ma siccome era ancora necessario provvedere al “fabbisogno idrico giornaliero” e all’interno della Chemical erano presenti circa 30 persone, tra civili e militari, lo stabilimento stava comunque “procedendo all’acquisizione ed installazione di un serbatoio di accumulo opportunamente collegato mediante linea idrica (circa 400 mt), solo per le esigenze igieniche”. “L’onere finanziario dell’intervento” era poi stimato attorno ai “quaranta milioni” di lire.


Ronciglione - La Chemical city del lago di Vico

Ronciglione – La Chemical city del lago di Vico


Il documento del ‘95 è accompagnato da un “referto di analisi del centro studi e ricerche della sanità dell’Esercito”, datato 28 marzo 1995. “Sentito il dirigente del servizio sanitario del comprensorio di Santa Lucia, dispongo che presso il magazzino in oggetto (la Chemical city ndr) siano messe in atto con immediatezza le seguenti misure igienico-profilattiche: 1. sospendere l’apporto idrico, eseguito a mezzo di pompe aspiranti, dal lago di Vico; 2. procedere allo svuotamento, pulizia e disinfezione della cisterna e della rete; 3. utilizzare per il riempimento della cisterna di accumulo solo la derivazione idrica dell’acquedotto; 4. clorare l’acqua della cisterna; 5. utilizzare l’acqua della cisterna (clorata) solo per l’igiene personale; 6. per il confezionamento dei pasti e per bere utilizzare acqua potabile; 7. istruire adeguatamente il personale”.

Infine l’allegato B, sempre alla lettera del 1995. “Premessa. L’impianto idrico del magazzino materiali difesa Nbc di lago di Vico – spiega il documento – è riportato nel disegno schematico in appendice (la mappa di cui già si è parlato in precedenza). Composizione. È costituito da nr. 2 serbatoi di accumulo di circa 100 e tre metri cubi; nr. 1 linea idrica unica per il sistema antincendio e l’alimentazione delle utenze civili. Stato. L’epoca di costruzione dell’impianto è remota. Esso è pertanto vetusto e richiede continui interventi di manutenzione allo scopo di eliminare le penalità che spesso si vengono a creare”.


Ronciglione – I documenti militari riguardanti l’impianto idrico della Chemical city


Un problema che non si limita al 1995, ma risale anni addietro. Per l’esattezza al 1963. Tra i documenti militari ce ne sono alcuni in cui la direzione della Chemical city faceva più volte appello ai propri superiori affinché mettessero mano all’impianto idrico danneggiato dalle gelate invernali. La prima lettera è del 13 gennaio 1963. Il problema verrà risolto soltanto il 12 agosto dello stesso anno. 7 mesi dopo.

“Si comunica che, causa le recenti forti gelate che hanno imperversato nella zona – scrive la direzione della Chemical il 13 gennaio 1963 -, si è constatato che l’impianto in oggetto indicato ha subito delle avarie, ed è abbisognevole di sostituire alcune parti che sono andate fuori uso. Quanto si rappresenta ha carattere di cortese sollecitudine, con preghiera di segnalare quanto esposto alla competente direzione lavori del Genio militare per gli urgenti provvedimenti del caso”.


Ronciglione - Chemical city - Un documento sull'impianto idrico del 1963

Ronciglione – Chemical city – Un documento sull’impianto idrico del 1963


Il 20 febbraio un’altra lettera, questa volta alla Regione militare centrale VIII C.m.t. Comando Genio di Roma. La data è quella del 20 febbraio 1963. “Il consegnatario del deposito in oggetto ha fatto presente a questa direzione che, a causa delle recenti avverse condizioni atmosferiche, l’impianto sollevamento acqua ha subito notevoli avarie. Si prega pertanto codesto comando di voler disporre per un sopralluogo onde provvedere alla rimessa in efficienza dell’impianto stesso”.

Il 20 febbraio c’è anche un’altra lettera, rivolta, come la prima, alla direzione materiali difesa Abc ufficio tecnico di Roma. “Si comunica che, da una successiva ricognizione effettuata dopo lo scioglimento della neve, causa sempre le forti gelate che hanno imperversato nella zona, le attrezzature in oggetto indicate hanno subito le seguenti avarie: 1) la tubazione portante l’acqua sollevata è scoppiata in vari tratti, e necessita di sostituirne m. 1,20 circa con tubo da 3 pollici manesmon zincato; 2) la rete dell’acqua potabile è pure scoppiata in vari tratti, ed è abbisognevole di sostituirne un tratto della lunghezza m. 1,40 circa con tubo zincato manesmon da 3/4 di pollice. Quanto si segnala ha carattere di sollecita rappresentazione all’autorità competente, che si compiacerà provvedere urgentemente, non avendo questo deposito altra idonea attrezzatura per l’approvvigionamento idrico”.

Tutte queste problematiche vengono ribadite il 28 febbraio alla Regione militare centrale VIII Cmt Comando genio di Roma. Finché poi, tra aprile e maggio, la direzione della Chemical city sembra perdere la pazienza evidenziando un dato importante che si riscontrerà anche anni dopo, nel 1995. Con un passaggio in più, che è il seguente: l’impianto idrico, negli anni ’60, pare abbia avuto tre linee che, come le due di trent’anni dopo, acqua potabile e antincendio, danno l’impressione che si sovrapponessero. La terza linea, che non compare nei documenti del 1995, serviva per “lo svolgersi delle lavorazioni nelle sale di caricamento”. Passando inoltre in mezzo, come le mappe dimostrano, a magazzini contenenti materiale chimico la cui conservazione, già nel 1963, era definita come “compromessa”.


Ronciglione - Chemical city - Un documento sull'impianto idrico del 1963

Ronciglione – Chemical city – Un documento sull’impianto idrico del 1963


“Gli interventi richiesti dallo scrivente – recita una lettera del 9 aprile 1963 indirizzata alla direzione materiali difesa Abc ufficio tecnico di Roma – alla data odierna, non hanno avuto quella attuazione richiesta. Poiché la delicata situazione lamentata investe l’approvvigionamento idrico dell’acqua potabile, la sicurezza antincendio del deposito, e lo svolgersi delle lavorazioni nelle sale di caricamento, si prega cortesemente voler sollecitare la competente autorità, affinché, dei provvedimenti adeguati, siano immediatamente predisposti ed eseguiti”.

Più dettagliata, in merito alle lavorazioni da effettuare nelle sale di caricamento, è invece un telegramma inviato al Comiliter Genio di Roma. “Per inderogabili motivi sicurezza urge dare corso lavori relativi at rimessa in efficienza impianto sollevamento et distribuzione acqua servizio antincendio nonché tubazioni acqua potabile dipendente deposito lago di Vico precisando che entro corrente mese sarà ivi iniziata serie caricamenti a fosforo bombe varie e che presso deposito stesso sono accantonati artifizi vari et sostanze incendiarie”.

Infine il Genio militare decide di muoversi. Il 12 agosto 1963, esattamente 7 mesi dopo la prima segnalazione. “Oggi 12 agosto 1963, tra il funzionario del Genio militare e il consegnatario del deposito chimico di Lago di Vico, si è proceduto alla consegna di un motore diesel Lombardini tipo Lda 784/4 matricola 279303 di Cv 30 completo di pompa centrifuga e batteria per sollevamento acqua lago di Vico. Il suddetto motore è installato sopra una base di cemento a due ripiani, ed è collegato mediante tubazione alla condotta portante esistente. Inoltre è completo di tubazione pescante indipendente dislocata a circa 40 metri dai locali dei motori”.

Daniele Camilli

(3. continua…)


– I documenti militari: L’impianto idrico della Chemical city – “Fatiscenza, precarietà, zone al buio e randagismo” della Chemical city – Le bombe al fosforo scaricate nella Chemical city del lago di Vico

Articoli: “Chemical city al lago di Vico: nel magazzino prodotti particolarmente sensibili per la sicurezza del personale e dell’ambiente” – Migliaia di bombe al fosforo scaricate nella Chemical city del lago di Vico – “Chemical city, la conservazione dei materiali era compromessa già nel 1963…”

L’inchiesta del 2020 di Tusciaweb

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