Il vescovo Orazio Francesco Piazza incontra il Sodalizio dei facchini di Santa Rosa
Viterbo – “Correrò con voi la salita del trasporto della macchina di Santa Rosa. Portando nel cuore il peso di tutti i facchini”. Il vescovo Orazio Francesco Piazza incontra il Sodalizio dei facchini. Ieri sera nella basilica della patrona a Viterbo.
Un incontro forte, e un impegno che lo è stato altrettanto. “Correrò con voi la salita di Santa Rosa”. Poi, rivolgendosi a Sandro Rossi: “dico sul serio. Con le corde”. “E vivrò con voi – ha aggiunto – i giorni di settembre, in una città che inizia il suo anno il giorno dopo la festa della nostra santa patrona”. E coglie nel segno.
Il vescovo è seduto di fronte all’altare, con l’abito del sacerdote, come da sempre si è abituati a vederlo. Accanto a lui ci sono il capo dei facchini Sandro Rossi, il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini e don Alfredo Cento, anch’esso del Sodalizio. Di fronte, una basilica piena di gente, i facchini con le loro famiglie, il costruttore della macchina Vincenzo Fiorillo, suor Francesca, le Alcantarine, il presidente onorario Lorenzo Celestini.
Viterbo – Il vescovo Orazio Francesco Piazza
“Mi viene un brivido sulla schiena a vedervi tutti qui con me – ha esordito il vescovo -, perché vedendovi riconosco le parole amore, passione, legame profondo. La vostra esperienza da questa sera diventa la mia esperienza. Quando mio padre non poteva più portare sulle spalle la Madonna del Roseto, l’ho fatto io, prima da sacerdote e poi da vescovo. Perché lo dovevo a mio madre”.
Viterbo – Il vescovo Orazio Francesco Piazza incontra il Sodalizio dei facchini di Santa Rosa
“Voi – rivolgendosi ai facchini – dovete rendere fecondo il terreno della tradizione di questa città. Una città che è vostra, che è mia. Io sono vostro concittadino. E non c’è nessun desiderio da parte mia di indirizzare, se non portare in evidenza la bellezza del vostro mondo. Santa Rosa è la nostra vita, qui c’è il suo cuore vivo e pulsante. E parte di quel cuore siete voi. Il cuore pulsante di Santa Rosa si esprime attraverso di voi. Il facchino è colui che trasforma il negativo in positivo. Il facchino è capace di trarre forza oltre le proprie stesse energie. Il facchino da solo non esiste. Il facchino è coesione, motivazione condivisa, amicizia solidale. E quando si condivide si fanno cose che pensavamo impossibili”.
Viterbo – Massimo Mecarini, Orazio Francesco Piazza e Sandro Rossi
Ad intervenire anche Rossi e Mecarini. Infine la basilica che prima rimbomba, al motto di “semo tutti d’un sentimento”, chiamato dal capo dei facchini, e poi incanta, con Mira il tuo popolo.
“Il vescovo è entrato nel cuore della festa – ha sottolineato poi Rossi -. Se si mette accanto a ognuno di queste persone percepirà qualcosa di diverso l’uno dall’altro. Qualcosa che esce dal cuore di noi facchini. Sentimenti, dolori e gioie. Una forza che conquista ed emoziona. Benvenuto vescovo”.
Viterbo – Il vescovo Orazio Francesco Piazza e il capo dei facchini Sandro Rossi
Dopodiché Massimo Mecarini. “Il nostro motto è Fede forza e volontà. L’altro è ‘semo tutti d’un sentimento’. Sotto la macchina diventiamo un solo cuore. E lei, vescovo, ha capito subito questa cosa”.
Infine un dono. Per il vescovo, dalle mani di Rossi e Mecarini. Il ciuffo numero 53. “Lo porterò nel cuore – ha concluso Piazza – prima ancora che sulle spalle”.
Daniele Camilli




