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Viterbo – (b.b.) – Due risse, una cella a fuoco e una distrutta, un tentativo di suicidio e un operaio minacciato.
Il bollettino di violenza arriva dal carcere di Viterbo, dove nella sola giornata di ieri, nell’arco di circa quattro ore, sarebbero stati almeno sei gli episodi che gli agenti di polizia penitenziaria hanno dovuto fronteggiare.
Stando a quanto emerso, la prima rissa sarebbe avvenuta nel reparto di alta sicurezza. Un detenuto sarebbe stato aggredito da altre tre persone, finendo in infermeria. Quasi contemporaneamente, una seconda rissa sarebbe scoppiata nel reparto di media sicurezza: questa volta ad essere coinvolti sarebbero stati cinque uomini. Fortunatamente, nonostante i calci e i pugni, nessuno di loro sarebbe stato trasferito in pronto soccorso a Belcolle.
Ma la violenza, ieri a Mammagialla, sarebbe andata oltre le risse. Due detenuti, uno rinchiuso in isolamento e un altro in infermeria, avrebbero rispettivamente dato fuoco e devastato la propria cella. Quest’ultimo distruggendo a mani nude i sanitari in ceramica del bagno, facendoli in mille pezzi.
Poco dopo, un operaio civile al lavoro all’interno del carcere, sarebbe stato minacciato da un detenuto con un’arma rudimentale. Dietro all’episodio ci sarebbero due futili motivi. Solamente grazie all’intervento di un altro detenuto si è evitato il peggio.
Per concludere, gli agenti di polizia penitenziaria hanno dovuto fare i conti con un intero piano dell’alta sicurezza che non sarebbe voluto rientrare in cella. Decine di detenuti che si sarebbero opposti dopo l’ora d’aria.
“Il carcere è fuori controllo. Totalmente e oggettivamente – commenta il segretario del Sappe, Luca Floris, raggiunto telefonicamente da Tusciaweb -. A quando un intervento del provveditore o del dipartimento per ristabilire una situazione di normalità? Continuare a lavorare così significa per noi non poter far altro che aspettare il fatto grave, quell’episodio talmente eclatante che poi rappresenta il punto di non ritorno”.

