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Estorsione in concorso, arriva la prescrizione dopo dieci anni

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Paolo Gianlorenzo

Paolo Gianlorenzo

Gli avvocati Carlo taormina e Carmelo ratano durante una pausa dell'udienza di ieri

Tribunale – Gli avvocati Carlo Taormina e Carmelo Ratano durante una pausa dell’udienza di ieri

L'avvocato Samuele De Santis

L’avvocato Samuele De Santis

Massimiliano Siddi

Il pm Massimiliano Siddi

Viterbo – (sil.co.) – A processo per estorsione in concorso sono stati prosciolti ieri dal giudice Daniela Rispoli il giornalista Paolo Gianlorenzo e l’avvocato Samuele De Santis.

Quest’ultimo è stato assolto con formula piena da uno dei capi di imputazione. Gli altri sono stati dichiarati tutti prescritti.

Il pubblico ministero Massimiliani Siddi, a distanza di dieci anni, ha riqualificato il reato da estorsione consumata a tentata estorsione, chiedendo il non luogo a procedere per estinzione dei reati per intervenuta prescrizione. Entrambi gli imputati, su richiesta della procura, furono sottoposti a misura. 

Hanno discusso nel merito l’avvocato Carmelo Ratano per Samuele De Santis e gli avvocati Franco Taurchini e Carlo Taormina per Paolo Gianlorenzo. 

Gli imputati erano accusati di avere contattato, nel 2012, potenziali indagati della maxi inchiesta Genio e sregolatezza proponendo il cosiddetto pacchetto “difesa e clemenza a mezzo stampa”: se si fossero rivolti a De Santis, sarebbero usciti articoli soft.

De Santis fu rinviato a giudizio anche per falso, e con lui un’assistente, per falso in atto pubblico, per aver truccato, secondo l’accusa, la data di una nomina a difensore per posticipare un’udienza, inducendo il giudice in errore.

Accusa da cui ieri sono stati assolti con formula piena, “perché il fatto non sussiste”. Il pm aveva chiesto una condanna a un anno e un mese per il legale e a nove mesi per la collaboratrice.

“La pena, le chances perse, il dolore familiare, il peso di un procedimento durato 10 anni, non si cancellano con una sentenza di assoluzione, ma rinnovano in me la volontà di un maggior impegno nella giustizia e per la giustizia”, commenta De Santis.

Prescritti tutti gli altri capi d’imputazione. Per quanto riguarda, in particolare, l’estorsione, secondo la procura avrebbero convinto un assessore provinciale un legale a servirsi di De Santis per la richiesta del certificato dei carichi pendenti presso il tribunale, in cambio di articoli soft sulla stampa locale. 

Prescritta per Gianlorenzo anche l’accusa di violenza privata, in seguito alle accuse della moglie del politico Francesco Battistoni, alla quale avrebbe detto “vedrai che ti succede”, sbarrandole la strada fuori la scuola della Pila frequentata dai rispettivi figli.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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