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Vasanello – (eli.ca.) – “Ha preso per il collo un giocatore di 14 anni e poi me, scaraventandomi addosso al muro”. È quanto denunciato alle forze dell’ordine da Mirko Ceccani, allenatore del Castel Sant’Elia che, dopo la partita contro il Real Vasanello di sabato 25 marzo sarebbe stato aggredito da un dirigente della squadra avversaria.
“Mentre la squadra avversaria si recava dentro ai loro spogliatoi – racconta Ceccani ai carabinieri -, noi festeggiavamo la vittoria sotto la tribuna dove erano i nostri suppoter. Dopo ci siamo avviati anche noi negli spogliatoi che sono di fronte a quelli dell’altra squadra. A questo punto, mentre io stavo facendo entrare tutti i ragazzi, ho notato che qualche dirigente del Vasanello battibeccava con i miei ragazzi, dicendo piccoli insulti, fino a quando un dirigente del Vasanello che, durante il secondo tempo era stato espulso dall’arbitro per bestemmia, è entrato arbitrariamente dentro il nostro spogliatoio e ha iniziato ad inveire contro dei miei ragazzi.
Tempestivamente – prosegue il racconto – sono entrato nello spogliatoio e ho notato che questo dirigente del Vasanello, stava prendendo per il collo un mio giocatore di 14 anni e con l’altra mano cercava di colpirlo al volto. Appena ho visto questa scena mi sono portato su di lui e, con non poca difficoltà, l’ho trascinato all’esterno dello spogliatoio. A questo punto il dirigente mi ha preso per il collo afferrando il mio smanicato con entrambe le sue mani, e mi ha scaraventato addosso al muro, e successivamente mi ha colpito al volto con la sua mano“.
Stando al racconto, insieme al dirigente della squadra avversaria, ci sarebbero stati altri “due dirigenti del Vasanello che anche loro hanno contribuito a spingermi verso il muro e a strattonarmi”.
Diverse le lesioni sia per il 14enne che per l’allenatore del Castel Sant’Elia.
“Ho riportato diverse ferite al volto – spiega ancora Ceccani -, causate dall’impatto con il muro degli spogliatoi”. Stando al referto infatti, Ceccani, 23 anni, avrebbe “collezionato” un trauma cranico, un occhio nero e occhiali rotti.
Ferite anche per il 14enne giocatore dell’under 15 del Castel Sant’Elia che aveva, come si legge nell’esposto inviato alla Federazione italiana calcio, “segni evidenti sotto al collo”.
“Successivamente – spiega Ceccani – mi sono recato all’interno degli spogliatoi della mia squadra e ho notato il mio giocatore che, spaventato, aveva difficoltà a respirare. Così ho chiamato il padre che era fuori al cancello, e dopo pochi minuti, è arrivata l’ambulanza e due pattuglie dei carabinieri”.
– Real Vasanello-Castel Sant’Elia, maxirissa a fine partita negli spogliatoi
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
