Roma – La bara avvolta nel tricolore, come si fa per i grandi che se ne vanno. Solo che questa volta la bara è di Pierluigi Concutelli, terrorista nero morto nei giorni scorsi e condannato all’ergastolo per aver ucciso nel 1976 il magistrato Vittorio Occorsio. In molti si sono indignati per l’utilizzo del tricolore alle esequie di Concutelli, soprattutto l’Associazione nazionale magistrati (Anm).
Pierluigi Concutelli
I funerali si sono svolti alle 7 del mattino di sabato scorso per ordine della questura e blindati dalle forze di polizia per evitare problemi di ordine pubblico. Ma ad aprire la polemica oggi sono state delle foto, che hanno fatto il giro dei social, che mostrano il feretro di Concutelli avvolto nel tricolore.
Immediata la risposta dei magistrati italiani. “L’Associazione nazionale magistrati deplora l’utilizzazione della bandiera tricolore nel corso dei funerali di Pierluigi Concutelli, terrorista condannato all’ergastolo per l’omicidio del magistrato Vittorio Occorsio”, si legge in una nota dell’Anm.
Che continua:”L’utilizzazione del tricolore, simbolo della unità della repubblica e di quel patrimonio di valori e principi comuni sanciti dalla nostra carta costituzionale, nell’ambito del rito funebre di un terrorista condannato in via definitiva, è un atto che offende la memoria dei tanti servitori dello stato che hanno perso la vita in difesa dei valori di libertà e democrazia e di tutte le vittime del terrorismo”.
Classe 1944, Concutelli negli anni Settanta è stato uno dei capi dell’organizzazione neofascista Ordine Nuovo prima di intraprendere la strada dalla lotta armata. La mattina del 10 luglio 1976, Concutelli uccide a colpi di mitra il giudice Vittorio Occorsio, che da tempo era diventato un obiettivo dell’eversismo neofascista per le inchieste da lui condotte sugli ambienti dell’estrema destra. Era stata infatti proprio una sua inchiesta a portare, nel 1973, allo scioglimento di Ordine Nuovo.
Concutelli viene arrestato quasi un anno dopo, nel febbraio 1977, in un appartamento di Roma. Condannato all’ergastolo per l’omicidio Occorsi, Concutelli colpisce anche in carcere. Dietro le sbarre uccide infatti Ermanno Buzzi, condannato in primo grado per la strage di piazza della Loggia, e Carmine Palladino, luogotenente di Stefano Delle Chiaie in Avanguardia Nazionale, entrambi considerati dei delatori.
Concutelli non si è mai pentito. Dopo aver trascorso quasi metà della sua vita in carcere, nel 2011 ottiene la sospensione condizionale della pena per motivi di salute. Aveva avuto una grave ischemia cerebrale. È morto il 15 marzo nella sua casa di Ostia.
