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Ladro reo confesso restituisce il bottino, ma si fa condannare per non avere detto dei precedenti

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Viterbo – (sil.co.) – A fine luglio 2019 ha messo a segno una serie di furti tra Vignanello e Vasanello, rubando anche una fontana di peperino dal deposito di un addetto ai servizi cimiteriali poi messa in vendita on line. Senza tenere conto delle telecamere della videosorveglianza che lo hanno immortalato durante uno dei colpi mentre arrivava e poi si dava alla fuga a bordo di una Fiat Punto di colore blu.

Pur avendo ammesso i furti e restituito il bottino, il ladro reo confesso potrebbe però essere assolto. Nel frattempo si è beccato una condanna a 8 mesi di reclusione per non avere dichiarato di avere precedenti penali. 

Imputato un noto pluripregiudicato viterbese di 53 anni, che potrebbe salvarsi grazie alla riforma Cartabia, perché tre delle quattro parti offese, ieri, hanno rimesso la querela. La quarta vittima invece, che non aveva proprio sporto denuncia, sarà sentita al riguardo alla prossima udienza. Anche se nel suo caso, trattandosi apparentemente di un furto in abitazione,  quindi aggravato, anche se messo a segno in un casolare di campagna, i processo potrebbe comunque dover proseguire d’ufficio. A prescindere dalla volontà della parte offesa. 


Carabinieri

In azione i carabinieri – foto di repertorio


A processo davanti al giudice Ilaria Inghilleri, come detto, un noto pregiudicato della provincia di Viterbo, che nell’estate di quattro anni fa viveva a Bassano in Teverina, dove lo hanno atteso fuori casa i carabinieri in borghese che, dopo averlo seguito a bordo di un’auto di copertura, lo hanno bloccato chiedendogli ragione dei sospetti.

Come è emerso dalla testimonianza di uno dei militari della stazione di Orte che hanno svolto le indagini, il 53enne avrebbe confessato subito, indicando agli investigatori anche la pertinenza esterna all’abitazione di Bassano in Teverina dove era nascosta la refurtiva, immediatamente restituita ai legittimi proprietari che ieri, proprio in virtù del gesto, hanno rimesso la querela.

Sincero a fine luglio 2019 coi carabinieri, che d’altro canto lo avevano messo all’angolo, l’imputato avrebbe però mentito con gli inquirenti, guardandosi bene dal dichiarare, in una occasione, di avere sentenze penali a suo carico.

Una “bugia” per cui il pregiudicato è stato sottoposto ieri anche a un altro processo e condannato, sempre dal giudice Ilaria Anghilleri, la quale, infliggendogli 8 mesi di reclusione “da scontare”, ha sottolineato come “non si può fare affidamento sulla capacità dell’imputato di attenersi alle prescrizioni, alla luce dei precedenti penali”. Per nascondere i quali si è guadagnato un ulteriore precedente penale.  


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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