Civita Castellana – (sil.co.) – Madonna che piange sangue ogni 3 del mese a Trevignano sul lago di Bracciano, sul fenomeno indagherà una commissione diocesana.
Lo fa sapere all’Adnkronos monsignor Marco Salvi, il vescovo di Civita Castellana, cui appartiene il paese di Trevignano Romano dove da quasi cinque anni, in un’area del parco sottoposta a supervincolo ambientale, si radunano folle di fedeli.
Monsignor Salvi ha annunciato l’istituzione di una commissione diocesana per una “indagine previa” sulle lacrime della Madonna di Trevignano.
Trevignano – Madonna piange sangue
Il fenomeno si è ripetuto sulla collina denominata Tre Vigne anche il 3 marzo quando la Madonna, per voce di Gisella Cardia, ex imprenditrice 53enne diventata veggente, ha mandato il suo messaggio alle centinaia di persone riunite per la recita del Rosario sull’altopiano vista lago alle porte del paese dove sorge la statua, diventato un nuovo santuario a cielo aperto.
Il vescovo di Civita Castellana, fresco di nomina, osserva: “Sono arrivato da un mese. Sto istituendo una commissione diocesana per una indagine allo scopo di fare piena luce sul fenomeno”.
Il volto della statua della Madonna di Trevignano si sarebbe più volte bagnato di lacrime di sangue. Per questo ormai è diventato una consuetudine, una volta al mese, il raduno sul posto di pellegrini che si raccolgono in preghiera.
Trevignano – Madonna piange sangue
Il terreno dove avvengono le presunte apparizioni è ad alto vincolo, inserito nell’ente Parco di Bracciano e Martignano, un luogo definito “Zona A di parco”, a tutela integrale e agricola di Prg, con il divieto assoluto di edificabilità e addirittura di calpestio per mezzi non legati all’agricoltura.
Dallo scorso 3 luglio la comunità della parrocchia di Santa Maria Assunta, a Trevignano, è affidata a don Piero Rongoni, romano, 53enne, sacerdote dal 2009 e assistente diocesano per l’Unitalsi.
Il precedente di Civitavecchia
La zona non è nuova a fenomeni del genere. Qualcuno ricorderà la statua della Madonnina di Civitavecchia che, dal 2 febbraio al 15 marzo 1995, avrebbe per quattordici volte stillato lacrime di sangue. Dal 17 giugno di 28 anni fa la statuetta di gesso alta appena 48 centimetri, è custodita in una teca nella locale parrocchia di Sant’Agostino, dove è esposta alla venerazione dei fedeli.
La Madonnina di Civitavecchia
La Chiesa cattolica non si è ancora espressa ufficialmente in modo diretto sulla soprannaturalità delle lacrimazioni ma, secondo il teologo cappuccino padre Flavio Ubodi, che è stato vicepresidente della commissione teologica diocesana incaricata di investigare sul caso, c’è stato un riconoscimento indiretto.
Fu acquistata in un negozio di Medjugorje il 16 settembre 1994 da don Pablo Martìn, parroco della chiesa di Sant’Agostino di Civitavecchia, che la donò alla famiglia Gregori, appartenente alla sua parrocchia e abitante in via Pantano, che la pose in una nicchia in giardino.
Venne informato il vescovo di Civitavecchia-Tarquinia, monsignor Girolamo Grillo, che nominò una commissione teologica per studiare il fenomeno, mentre venivano effettuate le prime analisi di laboratorio. La Madonnina venne sottoposta anche ad un breve esorcismo, per escludere l’eventuale natura demoniaca dei fatti.
Il 28 febbraio 1995 vennero resi noti i risultati delle analisi: la Madonnina non conteneva marchingegni, il liquido esaminato risultava sangue umano di tipo maschile.
Venne informato dal vescovo anche il Vaticano, nella persona dell’allora cardinale Joseph Ratzinger, mentre il 15 marzo l’ultima delle quattordici lacrimazioni avvenne mentre monsignor Grillo, inizialmente scettico, teneva la statuetta fra le mani, raccolto in preghiera insieme ad alcuni testimoni.
Le indagini svolte nel 1995 dalla sezione Indagini biologiche della Criminalpol sono andate oltre il Dna nucleare, andando a determinare quello mitocondriale, confermando le sue caratteristiche maschili. Si tratta di un Dna abbastanza diffuso.


