Trevignano Romano – (fed.foc.) – Madonna di Trevignano, condannata in primo grado per bancarotta la veggente. Due anni di reclusione per Gisella Cardia, al secolo Maria Giuseppa Scarpulla, presunta portavoce della Vergine che piangerebbe sangue il 3 di ogni mese e che per bocca della veggente diffonderebbe il suo messaggio ai fedeli.
Gisella Cardia
Le lacrime di sangue della Madonna di Trevignano sono finite sotto la lente d’ingrandimento della diocesi di Civita Castellana, che ha aperto una indagine per accertarne la veridicità. Ad annunciare l’istituzione di una commissione d’inchiesta è stato il vescovo Marco Salvi, insediato da appena un mese.
Il suo predecessore Romano Rossi, come ricorda Famiglia Cristiana, ha spiegato di avere dato l’autorizzazione alla preghiera mariana. “Mi era stata chiesta l’autorizzazione di ritrovarsi una volta alla settimana – ha ricordato il vescovo – per la recita del rosario e non potevo certo oppormi”, specificando “il sì era alla recita del rosario non alle presunte lacrime”.
Tornando alla veggente, il collegio giudicante del tribunale di Patti, nel messinese, ha condannato in primo grado Maria Giuseppa Scarpulla alias Gisella Cardia, la 53enne imprenditrice di origini siciliane che da cinque anni sostiene di parlare con la Madonna di Trevignano, a due anni di reclusione per bancarotta fraudolenta, con pena sospesa.
Il procedimento è scaturito dal fallimento dell’azienda della donna, con sede a Patti, impegnata nel settore della produzione e commercializzazione di manufatti in ceramica.
La vicenda giudiziaria risale al 21 febbraio 2013 e Gisella Cardia sarebbe l’alias da veggente della ex imprenditrice. Cardia è il cognome del marito Gianni Cardia, mentre Gisella sarebbe un sorta di diminutivo del nome di battesimo Maria Giuseppa.
Una statuetta comprata in pellegrinaggio a Medjugorje, avrebbe pianto per tre volte consecutive gocce di sangue, da lì la vocazione della donna.
Stando a quanto riporta Repubblica, Scarpulla dopo essersi riscoperta veggente, avrebbe creato un’associazione alla quale i suoi seguaci possono iscriversi previo pagamento di una tariffa minima di 50 euro.
Intanto alla veggente è giunto un assist del giornalista Paolo Brosio. “Ho visto la statua lacrimare, ho visto un paio di lacrime sgorgare dagli occhi della Madonna. Non erano di sangue, ma erano lacrime”, ha detto il giornalista ieri in collegamento con Mattino Cinque News. “Credo alla veggente, ho pregato con la sua famiglia”, ha rivelato.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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