Metodo mafioso – Il 9 marzo 2020 a Mammagialla la prima udienza alla vigilia del lockdown
Viterbo – Mafia viterbese, ieri in tribunale è andato in scena l’imbarazzo del collegio nel dover rinviare per l’ennesima volta, oltre un anno dopo la richiesta pene, la discussione del processo agli imprenditori Manuele Pecci e Emanuele Erasmi e all’operaio Ionel Pavel.
Se ne riparla a settembre e ottobre quando, salvo ulteriori imprevisti. dovrebbe arrivare anche la sospirata sentenza di primo grado. Nel frattempo restano col fiato sospeso Pecci e Erasmi per i quali il 4 febbraio 2022 il pm dell’antimafia capitolina Fabrizio Tucci ha chiesto 7 anni e mezzo, chiedendo invece 9 anni e nove mesi per Ionel Pavel.
Accusati di estorsione con l’aggravante del metodo mafioso, i tre imputati sono finiti nei guai per avere avuto rapporti con i boss Giuseppe Trovato e Ismail Rebeshi nel fatidico biennio 2017-2018, sfociato, dopo una escalation impressionante di attentati incendiari e intimidatori a Viterbo, nei 13 arresti dell’operazione Erostrato, targata Dda di Roma, del 25 gennaio 2019.
Un colpo di scena ha comunque movimentato l’udienza. E’ stato l’annuncio dell’istanza presentata a sorpresa alla vigilia dell’udienza dall’avvocato Diana Calabrese che, presa la parola per l’imputato Erasmi, ne ha chiesto l’assoluzione ex articolo 129. Una istanza che, nel contesto di ieri, non poteva essere in alcun modo presa in considerazione, né per accoglierla, né per il rigetto. Come hanno fatto notare alla legale i giudici del collegio.
Mafia viterbese – Nei riquadri Emanuele Erasmi, Ionel Pavel e Manuel Pecci
Il 19 settembre parola alle difese, è la quinta data
Per chiudere il processo mancano ancora le arringhe dei difensori, ovvero gli avvocati Carlo Taormina e Fausto Barili per Pecci, Giuliano Migliorati per Erasmi e Michele Ranucci per Pavel. Dopo di che il pm Tucci potrà ancora replicare, prima che la terna giudicante che verrà si ritiri in camera di consiglio per la sentenza.
Pecci e Erasmi, in particolare, rivolgendosi secondo l’accusa alla banda di mafia viterbese, avrebbero attuato “soluzione creative” per risolvere contenziosi civilistici. Non davanti al giudice, ma davanti al boss che minaccia e incute timore. Pavel sarebbe stato il tuttofare della banda, l’unico romeno del sodalizio per il resto composto da italiani e albanesi.
Tra le sei parti civili, il comune di Viterbo
Sei le parti civili, rappresentate, tra gli altri, dagli avvocati Roberto Alabiso e Marco Russo. Sono il comune di Viterbo, l’associazione antimafia Caponnetto e Sos impresa. Ma anche il carabiniere Massimiliano Pizzi a cui è stata incendiata l’auto per vendetta, l’imprenditore Fabio Chiovelli, titolare della discoteca Theatrò, sul cui ingresso sono state appese teste mozzate di agnello e di maiale a mo’ di avvertimento, e l’imprenditore romeno Ion Lazar che proprio al Theatrò organizzava serate di ballo per stranieri bruscamente interrotte dalla banda di Trovato e Rebeshi perché il secondo voleva il controllo esclusivo del settore.
Processo al via il 9 marzo 2020, giorno dell’annuncio del lockdown
Il processo si è aperto il 9 marzo 2020 a Mammagialla, in videoconferenza per lo stop alla traduzione di detenuti a causa della pandemia. La prima udienza alla vigilia del lockdown. Quella sera, l’allora premier Giuseppe Conte annunciò agli italiani il “restiamo a casa”. La discussione, tanto per rendere l’idea, sarebbe dovuta cominciare il 25 giugno 2021, quasi due anni fa. La richiesta pene è del 4 febbraio 2022, oltre un anno fa.
Nuovi magistrati decideranno le sorti degli imputati
Dopo tanti avvicendamenti di magistrati, ieri è toccato, per la prima volta, al presidente di turno, giudice Eugenio Turco, farsi carico, con molte scuse, di comunicare alle parti l’ennesimo rinvio. Il cui scopo è affidare le ultime battute del delicatissimo processo a una terna giudicante definitiva. Che tale potrà essere, però, solo dopo la pausa estiva, quando al palazzo di giustizia del Riello prenderanno servizio gli ulteriori nuovi giudici. Saranno gli ultimi togati destinati a completare la stagione di straordinario ricambio degli ultimi mesi, con la promessa di una stabilità che dovrebbe garantire anche il recupero del tempo perso. E decidere le sorti del processo di primo grado a Pecci, Pavel e Erasmi.
Silvana Cortignani
Processo lampo poi oltre tre anni per la discussione
– 25 gennaio 2019, arresti operazione Erostrato
– 14 gennaio 2020, rinvii a giudizio a Roma
– 9 marzo 2020, apertura processo a Mammagialla
– 25 giugno 2021, primo rinvio discussione (al 25 novembre e 16 dicembre)
– 28 ottobre 2021, secondo rinvio discussione(al 21 gennaio e 4 febbraio 2022)
– 21 gennaio 2022, inizio discussione pm Fabrizio Tucci
– 4 febbraio 2022, fine discussione pm e richiesta pene
– 8 aprile 2022, primo rinvio discussione difese
– 27 settembre 2022, secondo rinvio discussione difese
– 28 novembre 2022, terzo rinvio discussione difese
– 28 marzo 2023, quarto rinvio discussione difese
– 19 settembre 2023, quinta data fissata per la discussione delle difese
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

