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Malagrotta bis, contro Lozza e Tosini testimonianza fiume di un finanziere

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Flaminia Tosini

Flaminia Tosini

Arianna Morelli e Marco Valerio Mazzatosta

Gli avvocati Arianna Morelli e Marco Valerio Mazzatosta

Roma – (sil.co.) – Scandalo discariche, udienza fiume del processo a Flaminia Tosini e Valter Lozza per sentire un ulteriore testimone dell’accusa, un luogotenente della guardia di finanza, ascoltato per ore sulle indagini che il 16 marzo 2021 sono sfociate nella misura di custodia cautelare per entrambi gli imputati. 

E’ ripreso così, lunedì, davanti al collegio del tribunale di Roma, il procedimento a carico della ex dirigente regionale Flaminia Tosini e dell’imprenditore Valter Lozza, patron dei siti di Civitavecchia e Roccasecca.

Domani, nel frattempo, saranno passati due anni esatti da quando gli imputati sono finiti agli arresti domiciliari per concussione, corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente in concorso. 

Il processo col giudizio immediato si è aperto il 20 ottobre 2021. Al centro della vicenda, il rilascio dell’autorizzazione a favore della società di Lozza per la realizzazione della nuova discarica di rifiuti solidi urbani di Roma, la cosiddetta Malagrotta bis, nell’ex cava in località Monte Carnevale.

Tosini è assistita dagli avvocati Marco Valerio Mazzatosta e Ariana Morelli mentre Lozza è difeso dall’avvocato romano Cesare Placanica.

Prima della pausa estiva, salvo imprevisti, dovrebbero essere ascoltati tutti i testi della procura.


Inchiesta nata da due esposti

L’inchiesta è nata da due esposti, il primo firmato dall’ex sindaco di Civitavecchia quando la Regione Lazio, con un atto della Tosini ha revocato la gestione della discarica al comune di Civitavecchia e l’ha affidata alla serietà Mad di Lozzi. L’altro esposto è stato fatto nel 2019 dal presidente dell’università agraria di Bracciano che denunciava il deposito di terra e roccia da parte di mezzi della Mad in un terreno di proprietà dell’università. Materiale che proveniva da scavi fatti in prossimità della discarica di Fosso Crepacuore a Civitavecchia.

Ammonterebbe a circa due milioni di euro la somma che avrebbe dovuto essere spesa dalla società di Lozza per smaltire tonnellate di terreno e che sarebbe invece stata incassata dalla stessa. Stanziata senza gara dalla Regione Lazio.

Una “straordinaria operazione” avrebbero definito gli imputati nelle intercettazioni la compravendita del terreno e i lavori affidati senza nessuna gara.

In cambio del suo “contributo”, la funzionaria regionale di Vetralla avrebbe ricevuto costosi “regali”, che secondo quanto emerso dalle indagini andrebbero dalle borse di Prada ai bracciali di Cartier ai viaggi di piacere. 

All’epoca, secondo l’accusa, le discariche nel Lazio sarebbero state “autorizzate o meno” a seconda delle regalie che l’imprenditore avrebbe assicurato alla dirigente regionale.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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