Trevignano Romano – (f.f.) – “Maria mi parla e io vi riporto il messaggio che vuole diffondere affinché possiate avvicinarvi alla preghiera”. Gisella Cardia, ex imprenditrice 53enne e ora veggente, è la portavoce della Madonna di Trevignano che il 3 di ogni mese piange sangue sul monte in località Campo di Rose. Anche lo scorso 3 marzo, il fenomeno si sarebbe ripetuto e la donna ha diffuso il messaggio della Vergine ai fedeli radunati sull’altopiano. Monsignore Marco Salvi di Civita Castellana ha annunciato l’istituzione di una commissione diocesana per un’indagine previa sulle lacrime della Madonna.
Trevignano – Madonna piange sangue
Una volta al mese da cinque anni ormai, Trevignano Romano si riempie di fedeli e pellegrini in preghiera che accorrono in località Campo di Rose per vedere con i propri occhi la Madonna del paese piangere sangue e ascoltano il messaggio della vergine per bocca di Gisella Cardia, il suo punto di riferimento. Il ritrovo è diventato ormai un santuario a cielo aperto.
Lo scorso 3 marzo, il fenomeno si è ripetuto. Seicento persone circa, tra le quali una delegazione polacca, sotto un cielo tra sole e pioggia, si sono riunite per recitare il rosario in attesa di ascoltare il messaggio mensile di Maria. Con il microfono in mano Cardia riporta le parole della Vergine: “Tornate alla fede, non fatevi tentare da Satana, ci sarà un’altra grande guerra, ma la nostra arma è la preghiera”.
Gisella Cardia
Nel 2020, la veggente è stata intervistata da Cns Catholic news service e ha riportato il messaggio della Madonna sulla premonizione del coronavirus.
“Maria mi parlò di un virus che sarebbe arrivato dalla Cina e dopo qualche mese è arrivato – ha raccontato Cardia -. Quello che dice in breve accade. Ma lei chiede preghiere affinché le persone di quel posto e di quel paese possano iniziare a pregare e a convertirsi. Alla fine dei conti chiede solo questo. Forse vuole farci toccare con mano che quello che lei dice è vero”.
“Per me parlare con Maria è diventata una normalità – ha sottolineato la donna -. A volte la vedo che è qui accanto a me o a volte vedo Gesù. Sono delle apparizioni. È difficile da credere, ma io non l’ho chiesto. Mi è capitato. Qualche sera prima di andare a dormire, mi sento la voce di Gesù che mi dice “Adesso siedi e scrivi” e io mi metto a scrivere”. La vita di Gisella è cambiata quando una statuetta della beata vergine, comprata a Medugorje in pellegrinaggio, avrebbe pianto per tre volte sangue nel suo salotto di casa.
Trevignano – Madonna piange sangue
A riguardo è intervenuto anche l’allora vescovo di Civita Castellana monsignore Romano Rossi: “Il tema delle apparizioni va trattato con estrema delicatezza ed estremo rispetto attenendosi alle norme della Chiesa cattolica, alle indicazioni e ai criteri che la chiesa ci invita a tenere davanti a questi fenomeni”.
Monsignore Marco Salvi, attuale vescovo della diocesi di Civita Castellana che comprende il territorio di Trevignano Romano sul lago di Bracciano, ha annunciato l’istituzione di una commissione diocesana per una “indagine previa” sulle lacrime della Madonna di Trevignano. L’obiettivo è svelare il mistero di questo presunto fenomeno che si ripeterebbe il 3 di ogni mese.
Il vescovo di Civita Castellana Marco Salvi
Al clamore suscitato dalla Madonna che si bagna con lacrime di sangue, la sindaca Claudia Maciucchi spiega però che Trevignano Romano è una vocazione turistica tutto l’anno e non solo per questo fenomeno religioso.
“Con il fenomeno della Madonnina che piange sangue non cerchiamo notorietà, siamo già meta turistica – dichiara la sindaca di Trevignano Romano Claudia Maciucchi -. Spero che la Chiesa e il Vaticano prendano in mano la situazione e chiariscano”.
Inoltre aggiunge: “La statua non si trova neanche in paese. Il terreno dove avvengono le presunte apparizioni è ad alto vincolo, è inserito nell’eEnte Parco di Bracciano e Martignano, un luogo definito “Zona A di parco” a tutela integrale e agricola di Prg, con il divieto assoluto di edificabilità e addirittura di calpestio per mezzi non legati all’agricoltura”.
Il precedente di Civitavecchia
La zona non è nuova a fenomeni del genere. Qualcuno ricorderà la statua della Madonnina di Civitavecchia che, dal 2 febbraio al 15 marzo 1995, avrebbe per quattordici volte stillato lacrime di sangue. Dal 17 giugno di 28 anni fa la statuetta di gesso alta appena 48 centimetri, è custodita in una teca nella locale parrocchia di Sant’Agostino, dove è esposta alla venerazione dei fedeli.
La Chiesa cattolica non si è ancora espressa ufficialmente in modo diretto sulla soprannaturalità delle lacrimazioni ma, secondo il teologo cappuccino padre Flavio Ubodi, che è stato vicepresidente della commissione teologica diocesana incaricata di investigare sul caso, c’è stato un riconoscimento indiretto.
Fu acquistata in un negozio di Medjugorje il 16 settembre 1994 da don Pablo Martìn, parroco della chiesa di Sant’Agostino di Civitavecchia, che la donò alla famiglia Gregori, appartenente alla sua parrocchia e abitante in via Pantano, che la pose in una nicchia in giardino.
Venne informato il vescovo di Civitavecchia-Tarquinia, monsignor Girolamo Grillo, che nominò una commissione teologica per studiare il fenomeno, mentre venivano effettuate le prime analisi di laboratorio. La Madonnina venne sottoposta anche ad un breve esorcismo, per escludere l’eventuale natura demoniaca dei fatti.
Il 28 febbraio 1995 vennero resi noti i risultati delle analisi: la Madonnina non conteneva marchingegni, il liquido esaminato risultava sangue umano di tipo maschile.
Venne informato dal vescovo anche il Vaticano, nella persona dell’allora cardinale Joseph Ratzinger, mentre il 15 marzo l’ultima delle quattordici lacrimazioni avvenne mentre monsignor Grillo, inizialmente scettico, teneva la statuetta fra le mani, raccolto in preghiera insieme ad alcuni testimoni.
Le indagini svolte nel 1995 dalla sezione Indagini biologiche della Criminalpol sono andate oltre il Dna nucleare, andando a determinare quello mitocondriale, confermando le sue caratteristiche maschili. Si tratta di un Dna abbastanza diffuso.



