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Pretende metadone brandendo motosega contro dottoressa e infermiera del Sert…

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Civita Castellana – (sil.co.) – Vittime un’infermiera e la dottoressa. “Voglio il metadone per tutta la settimana, sennò faccio il macello”, avrebbe urlato – minacciandolo con una motosega – al personale sanitario del Serd di Civita Castellana un tossicodipendente cinquantenne del posto finito a processo davanti al collegio per rapina.


Carabinieri - Un arresto - Immagine di repertorio

Carabinieri – Un arresto – Immagine di repertorio


Era la mattina del 18 febbraio 2019 quando l’uomo fu arrestato e il processo, se tutto va bene si chiuderà solo dopo cinque anni, a febbraio 2024.

Le persone offese sono state ascoltate il 16 marzo di un anno fa. Lo scorso 26 ottobre avrebbero dovuto essere sentiti due testimoni della difesa, il cui interrogatorio è stato rinviato al 15 marzo 2022 quando è stato rinviato ancora, per la diversa composizione del collegio. Tre le udienze calendarizzate per arrivare alla sentenza: una a luglio, un’altra a ottobre e la terza e ultima per l’appunto febbraio dell’anno prossimo per la discussione. Salvo imprevisti.

Imputato, come detto, un cinquantenne che, armato di una lunga sega in acciaio con la punta acuminata, sarebbe ricorso alle minacce per impossessarsi con la forza di svariate dosi di metadone, scagliandosi contro le suppellettili e devastando una scrivania con l’attrezzo sfoderato dalla tasca destra della giacca. 

“Voleva il metadone per tutta la settimana e non solo il giornaliero. Quando gli ho ricordato che dovevamo sentire il fratello, perché i percorsi terapeutici sono concordati coi familiari, ha detto che avevano litigato e che non voleva che lo chiamassimo, sferrando il seghetto da potatura che aveva nella giacca”, hanno spiegato all’udienza del 16 marzo dell’anno scorso le operatrici del Sert.

“Esiste la possibilità di affido settimanale del metadone, ma la consegna è un atto di fiducia. Si valuta caso per caso e a lui non andava assolutamente dato”, ha sottolineato la dottoressa.

“Il suo percorso prevedeva che assumesse la terapia quotidiana in nostra presenza. C’erano state delle eccezioni, su richiesta del fratello, con cui l’imputato lavorava. Ma in ogni caso le dosi erano state affidate al fratello e non all’imputato”, ha spiegato la dottoressa, chiarendo i motivi del diniego.


Articoli: Armato di sega al Sert: “Voglio il metadone, sennò faccio il macello” – Tenta rapina al Sert brandendo una sega d’acciaio


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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