Pasquale Gaeta
Acquapendente – Seguaci maltrattate e violentate, saranno sentiti nel corso di un’udienza straordinaria una delle vittime e l’ex fidanzato della figlia della madre che ha denunciato i presunti abusi.
Slitta però al 2024 il processo a Pasquale Gaeta, il santone di Acquapendente rinviato a giudizio il 14 aprile 2021 con le pesanti accuse di violenza sessuale e maltrattamenti ai danni di due discepole e di esercizio abusivo della professione di psicologo.
Si tornerà in aula a gennaio per ascoltare, nel corso di un’udienza straordinaria, dalla mattina al pomeriggio, il giovane acquesiano che ha frequentato per un periodo la figlia della madre che ha sporto denuncia ai carabinieri, per il quale è stato disposto l’accompagnamento coattivo da parte dei carabinieri, nonché l’altra adepta della comunità Qneud (Questa non è una democrazia), scappata quando ha intuito che la situazione le stava sfuggendo di mano e costituitasi parte civile al processo.
Ieri, in seguito all’avvicendamento di magistrati in corso al tribunale di Viterbo, il processo ha subito un brusco stop, ma per stringere gli ancora lunghi tempi sono state calendarizzate cinque udienze tra gennaio e giugno del prossimo anno.
Virginia Melissa Adamo e Vincenzo Dionisi
Il 23 gennaio 2024 e il successivo 20 febbraio sono state disposte due udienze fiume, dalle 10 alle 13 del mattino e poi dalle ore 14,45 a seguire, per ascoltare gli oltre quaranta testimoni dell’accusa, alcuni in comune con le altre parti.
Gaeta, sessantenne d’origine napoletana, noto ai seguaci come maestro Lino, è difeso dall’avvocato Domenico Gorziglia.
Parte civile per la figlia, Virginia Melissa Adamo, la madre coraggio che ha denunciato come la figlia fosse secondo lei vittima di fenomeni settari: è difesa dall’avvocato Vincenzo Dionisi.
Si è costituita parte civile in proprio l’altra vittima, una musicista, assistita dall’avvocato Claudio Benenati dl foro di Bologna. Per l’ordine degli psicologi del Lazio c’è l’avvocato Antonino Galletti. Titolare del fascicolo è la pm Paola Conti.
La pm Paola Conti
Acquapendente, provincia di Viterbo. Una cittadina di poco più di cinquemila abitanti, immersa nel verde, a due passi dal lago di Bolsena e dalla Toscana.
È nell’Alta Tuscia che Pasquale Gaeta – conosciuto dalla figlia di Virginia Melissa Adamo a Bologna tramite dei laboratori teatrali cui la giovane studentessa universitaria si era iscritta – sedicente psicologo, nel 2017 avrebbe cominciato a radunare giovani con l’intento di fondare una comunità dal nome Qneud.
I primi incontri, propedeutici, sarebbero avvenuti in un casale di campagna a Roma. A fianco dell’imputato, difeso dall’avvocato Domenico Gorziglia, la moglie, non indagata. La coppia vivrebbe tuttora nell’appartamento della palazzina nell’immediata periferia di Acquapendente dove sarebbero avvenuti gli abusi.
L’ultima udienza utile si è tenuta il 19 ottobre 2022, quando è stata sentita una coppia di Acquapendente, marito e moglie, che per paura di venire accostati a Gaeta e al “giro delle sette sataniche” hanno chiesto di testimoniare a porte chiuse.
Sempre il 19 ottobre avrebbe dovuto essere sentito uno dei testimoni chiave dell’accusa, il giovane di Acquapendente frequentato dalla figlia oggi 29enne di Melissa Virginia Asamo nell’estate 2018, motivo per cui sarebbe stata picchiata dal santone. Lo stesso giovane che con un messaggio avrebbe avvisato la madre che secondo lui la figlia era finita in un brutto giro.
Ad altri testimoni, già ascoltati in aula, la ragazza avrebbe detto di avere interrotto la relazione perché quel flirt era stato un errore e lei doveva proseguire nel suo percorso di elevazione e purificazione che prevedeva anche di fare sesso “verticale” con Gaeta.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


