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Si scaglia contro moglie e suocera, disposto il ricovero in Rems per due anni

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Viterbo - Il tribunale

Viterbo – Il tribunale

Paola Conti

La pm Paola Conti

Viterbo – (sil.co.) – Lo scorso 12 agosto era stato arrestato e condotto in carcere, dove si trova tuttora, con l’accusa di maltrattamenti aggravati per essersi avventato contro la compagna e contro la madre della donna, devastando l’abitazione dove convivevano.

Ieri l’uomo, difeso dall’avvocato Federica Ambrogi, è stato assolto per totale vizio di mente. Ma il giudice Ilaria Inghilleri, a fronte della perizia psichiatrica del dottor Alberto Trisolini, ne ha disposto il ricovero in Rems come minimo per i prossimi due anni, stabilendo che, per sveltire i tempi, data la grande richiesta a fronte del numero esiguo di strutture, vada cercato un posto su tutto il territorio nazionale. 

Nel frattempo l’imputato dovrà essere trasferito, come misura di sicurezza provvisoria, in un istituto di pena dotato dei presidi medici necessari.

A chiederlo è stata la stessa pm Paola Conti, intervenuta personalmente all’udienza davanti al giudice monocratico, data la delicatezza della situazione. 

Il magistrato ha chiesto all’imputato se volesse farsi interrogare per difendersi dalle accuse, ma l’uomo, giunto in aula con la scorta degli agenti penitenziari, si è avvalso della facoltà di non rispondere. 

Per lo psichiatra che lo ha visitato due volte, integrando a febbraio la prima perizia cui è stato sottoposto, l’uomo è incapace di intendere e di volere nonché socialmente pericoloso. E lo era anche all’epoca dei fatti. 

E’ stata sottolineata la sua straordinaria aggressività, esplosa anche durante il ricovero presso il reparto di medicina protetta di Belcolle. Incapace di autodeterminarsi, l’uomo rifiuterebbe inoltre anche di sottoporsi alle cure adeguate al suo caso. 

La convivenza con la vittima sarebbe durata sei mesi, durante i quali avrebbe aggredito quotidianamente la compagna, scagliandosi anche contro la madre che interveniva per difendere la figlia. I vicini di casa della donna avrebbero sentito tutti i giorni urla e pianti provenire dall’abitazione. 

Motivi per cui, in attesa che si liberi un posto in Rems – dove dovrà restare “minimo due anni”, come stabilito dal giudice – dovrà restare in carcere, anche se in un istituto dotato dei presidi medici necessari.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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