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Sprangate all’auto della ex e del fidanzato, si indaga sui rapporti tra pugile e vittime

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Carabinieri

Indagini dei carabinieri – foto d’archivio

L'avvocato Luigi Mancini

Il difensore Luigi Mancini

Vetralla – (sil.co.) – Far West sulla Cassia, resta ai domiciliari l’ex pugile 47enne residente a Vetralla arrestato il 27 febbraio.

Il gip Savina Poli ha sciolto la riserva, confermando la misura di custodia cautelare eseguita il 27 febbraio dai carabinieri.

La misura, di cui il difensore Luigi Mancini dopo l’interrogatorio di garanzia ha chiesto un alleggerimento, è arrivata a distanza di appena una settimana dalla violenta aggressione del 20 febbraio ai danni della ex fidanzata e del nuovo compagno.

Il 47enne, come è noto, li avrebbe inseguiti in macchina fino a un’area di servizio sul tratto urbano della Cassia, a Vetralla, dove ha tamponato in retromarcia sotto gli occhi della videosorveglianza la Jeep del rivale e poi l’ha presa a mazzate con il manico di plastica di un badile, minacciando di fare lo stesso al conducente, che si è guardato bene dallo scendere e ha chiamato i carabinieri.

Nella piazzola, oltre alle telecamere, ci sarebbero stati diversi testimoni, tra i quali un agente di polizia. L’indagato, fornendo la propria versione dei fatti al giudice, avrebbe spiegato che alla base del gesto non ci sarebbe stato alcun movente passionale, ma questioni legate alla palestra frequentata da tutti i componenti del terzetto.

L’ex pugile, originario di Civitavecchia e diventato nel frattempo un apprezzato maestro di boxe nel Viterbese, avrebbe detto di avere agito preso dalla rabbia, stanco di essere vittima della coppia.

Sarebbe stata la coppia, secondo la difesa, a covare nei suoi confronti degli ingiustificati rancori e non il viceversa, come scritto nell’ordinanza che dispone la misura. E la rabbia non sarebbe stata di conseguenza immotivata. Sarebbe stata scatenata da continue provocazioni e da un periodo di particolari difficoltà personali a causa dello stato di salute di un familiare. 

Ridimensionato, in sede di interrogatorio di garanzia, anche il presunto utilizzo di una mazza da baseball per prendere a sprangate la Jeep dell’avversario. “Sequestrato in un momento successivo rispetto ai fatti contestati  – ricorda l’avvocato Mancini – è il manico in plastica di un badile usato dal mio assistito per seppellire il proprio cane e poi rimasto in macchina”.

La gip Poli, pur confermando la misura degli arresti domiciliari, nell’ordinanza inviterebbe la procura a procedere con ulteriori accertamenti per chiarire tutti gli aspetti ancora oscuri della vicenda, anche alla luce di quanto affermato dal 45enne, indagato per violenza privata, minacce e danneggiamento.

Il difensore Luigi Mancini, nel frattempo, all’esito dell’interrogatorio del suo assistito, è pronto a presentare istanza al tribunale della libertà per ottenere la revoca o un alleggerimento della misura. 


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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