Vetralla – In occasione della festa internazionale della donna, a Vetralla questa mattina è stato inaugurato un nuovo centro antiviolenza per ascoltare e tutelare le vittime di violenza di genere.
Vetralla – Inaugurazione centro antiviolenza
“Ora abbiamo una nuova struttura per arginare un problema che è ormai diventato uno dei più seri della nostra società – ha commentato Sandrino Aquilani, sindaco di Vetralla -. Oggi siamo qui per attrezzarci sempre di più e per risolvere anche il più piccolo dei problemi. Ma dobbiamo farlo preventivamente, sul nascere. Perché poi ci rimane solo il dolore”.
Impossibile infatti non pensare oggi, qui a Vetralla, all’omicidio del piccolo Matias Tomkow, 10 anni, ucciso a coltellate nel novembre 2021 dal padre. Una tragedia che ha sconvolto non solo Vetralla, ma l’intera Tuscia. E, ancora una volta, una tragedia annunciata: il padre era stato infatti allontanato dalle autorità per degli episodi di maltrattamenti in famiglia.
Vetralla – Inaugurazione centro antiviolenza
“La comunità della Tuscia meno di due anni fa è stata devastata dall’uccisione del piccolo Matias Tomkow – ha infatti ricordato il presidente della provincia di Viterbo Alessandro Romoli -. Quel drammatico giorno ci siamo resi conto che fenomeni del genere non sono solo notizie lontane sui telegiornali, ma possono succedere anche qui. Penso che l’inaugurazione di questo centro sia la migliore risposta morale a quanto accaduto”.
Da parte sua, il prefetto Antonio Cananà ha affermato che quella contro la violenza di genere “è una battaglia in corso da tempo che si combatte nelle aule parlamentari per promulgare leggi sempre migliori, negli uffici di pulizia e nelle aule giudiziarie per combattere i violenti, e nei pronto soccorso dove spesso arrivano le vittime”. Ma, ha specificato, “è una battaglia che si vince nelle scuole e nei centri antiviolenza. È infatti l’idea di possesso tipica di alcuni uomini e del loro retropensiero culturale che va cambiata”.
Matias Tomkow
“Purtroppo noi delle forze dell’ordine ci confrontiamo quotidianamente con il fenomeno della violenza di genere – ha concluso il questore Fausto Vinci -. Strutture come questa dovrebbero esserci in ogni comune. Perché più le donne hanno spazi per aprirsi in sicurezza, più noi sappiamo. E più noi sappiamo, maggiori sono le nostre capacità di intervenire”.


