Viterbo – “Viterbo in festa, gli organizzatori dell’evento siamo noi e abbiamo deciso di cambiare nome perché la manifestazione non riguarda più soltanto il quartiere medievale, ma tutto il centro storico”. Parla Irene Temperini, presidente dell’associazione Pro loco e, appunto, una delle principali organizzatrici dell’evento che caratterizzerà la città dal 29 aprile al primo maggio. La festa dei fiori che, qualche giorno fa, l’assessore allo sviluppo economico del comune, Silvio Franco, aveva detto che non si poteva fare, almeno per quest’anno, perché non c’erano tempi e soldi.
Subito dopo oltre 23 organizzazioni, più ristoratori e B&b di San Pellegrino, hanno rilanciato proponendo l’evento San Pellegrino in F…esta, avanzando all’amministrazione della sindaca Chiara Frontini tutta una serie di richieste. Nel frattempo le realtà che hanno aderito all’iniziativa sono passate da 23 a una cinquantina, coinvolgendo tutto il centro storico. “Un’adesione spontanea”, dice Temperini. Un confronto con il comune andato avanti fino a ieri quando Temperini e Frontini si sono incontrate e il comune è sceso a patti. E non poteva fare diversamente, visto che la città andava da tutta altra parte, rispetto alla decisione dell’assessore Franco.
Irene Temperini
Irene Temperini, avuto modo di incontrare la sindaca Chiara Frontini per discutere della manifestazione San Pellegrino in F…esta che avete proposto qualche giorno fa?
“Sì, ci siamo incontrate ieri mattina assieme agli altri promotori della manifestazione”.
Cosa vi siete dette?
“Ci siamo confrontati sull’organizzazione dell’evento e sulle richieste che avevamo avanzato nei giorni scorsi per la sua buona riuscita. E la sindaca è venuta incontro alle nostre richieste dando piena disponibilità da parte del comune di Viterbo di patrocinare l’iniziativa e darci una mano nell’organizzazione qualora ci servisse”.
Quindi possiamo dire che il comune di Viterbo aderisce a San Pellegrino in F…esta?
“Sì, aderisce. Non solo, ma considerando che si sono aggiunte altre parti di città, abbiamo anche deciso di cambiare nome. Da San Pellegrino in F…esta a Viterbo in Festa. Una manifestazione che riproporremo anche il prossimo anno”.
A questo punto, considerando anche il comunicato dell’amministrazione, chi sono gli organizzatori dell’evento Viterbo in Festa? È ancora il gruppo promotore di San Pellegrino in F…esta oppure il comune?
“È sempre il comitato promotore dell’evento che prima si chiamava San Pellegrino in F…esta. Noi organizziamo e il comune dà il patrocinio”.
E qual è il ruolo del comune?
“Quello di patrocinatore e sostenitore dell’iniziativa”.
Viterbo – Centro storico
Nel comunicato dell’amministrazione, la sindaca Frontini dice anche che tra voi e il comune non ci sono stati contrasti. E’ così?
“C’è stato uno scambio di vedute sull’opportunità o meno di fare l’evento. Per noi non era opportuno non fare la manifestazione. Cioè pensare di lasciare scoperto, dal punto di vista turistico, il ponte del primo maggio. In un momento in cui tutti si aspettano l’evento”.
Per scambio di vedute cosa intende?
“Intendo che quando l’assessore allo sviluppo economico Silvio Franco dice che se non si fa l’evento al top allora non si fa, questa non è l’opinione di chi ha un’attività nel centro storico”.
Quindi qualche contrasto c’è stato?
“Per noi l’evento andava fatto. Quindi c’è stato uno scambio che si basava su scambi di vedute discordanti. Per Franco era meglio non fare l’evento se non si fosse fatta un’edizione al top. Invece per chi investe tutti i giorni nel centro storico non è così”.
Eravate d’accordo, come ha detto l’assessore Silvio Franco, che non si dovesse più fare Viterbo in fiore perché non c’erano le condizioni, cioè tempi e soldi?
“Non è una scelta che spetta a noi. Tuttavia per avere le condizioni necessarie forse si doveva concertare con la città un po’ prima. Se l’evento si fosse preso in tempo, probabilmente le condizioni ci sarebbero state. Probabilmente si è aspettato un po’ troppo per prendere una decisione”.
Chiara Frontini
Cambia anche il nome che avevate scelto all’inizio?
“Sì. Da San Pellegrino in F…esta a Viterbo in festa”
Perché avete cambiato il nome?
“È stata una nostra scelta. E questo per rispetto di tutte le realtà, tante, che hanno aderito alla manifestazione anche successivamente all’annuncio dell’evento. Realtà che spontaneamente si sono messe a disposizione della città. Abbiamo quindi chiamato la manifestazione Viterbo in festa e non più San Pellegrino in F…esta perché alla fine le attività e le associazioni che hanno aderito dopo che abbiamo reso noto l’evento andavano oltre il quartiere medievale, diventando alla fine rappresentative di tutto il centro storico”.
La scelta di coinvolgere tutto il centro storico è stata vostra o del comune?
“È venuta dalla gente che ci ha chiamato. È venuta spontaneamente dalla città”.
Quali erano le vostre richieste al comune?
“Abbiamo chiesto il suolo pubblico, la Siae, l’energia elettrica e la stesura del piano di sicurezza”.
Quali parti della città verranno coinvolte dalla manifestazione Viterbo in festa?
“Via San Lorenzo, piazza del Gesù, piazza della Morte, via del Ginnasio, via Pietra del pesce, piazza San Carluccio, via e piazza San Pellegrino, via Roma, piazza delle Erbe, via Saffi, corso Italia, via dell’Orologio vecchio e via Mazzini. Di fatto quasi tutto il centro storico”.
Silvio Franco
Avete già le date dell’evento?
“Sì, 29, 30 aprile e primo maggio”.
Le realtà che hanno aderito quali sono?
“Faccio l’elenco di tutte le realtà, una cinquantina in tutto: Pro loco Viterbo, Tetraedro Aps, Confartigianato imprese Viterbo, Tuscia in bio, Yarn bombing Viterbo, Fanalino di coda, associazione Eta beta Odv, Scuola di fotografia Click Aps, istituto musicale G. Carissimi di Viterbo, la Tana degli orchi-Ludika 1243, Teatro san Leonardo, Circomare teatro, Gruppo scout Viterbo 1, associazione Univercity, Ases Viterbo, Slow food Viterbo e Tuscia, Aucs onlus, Viterbo Lgbt, Peter Boom associazione Arcigay VT, Cooperazione contadina, parrocchia santa Maria nuova (chiese di santa Maria nuova, san Pellegrino, san Giovanni Battista del gonfalone, chiesa del Gesù), Arciconfraternita del gonfalone Viterbo, Stay in Tuscia, associazione cinghiale bianco, istituto comprensivo Orioli, istituto liceo artistico Midossi, istituto santa Rosa, Sculture in campo, accademia di belle arti, Aps la piuma, universo giovani (università della Tuscia), istituto Alessandro IV Iris, via Francigena in Tuscia, associazione Facciamo centro, L’altro circolo-centro culturale di iniziativa omosessuale, società ViterDino eventi, As eventi Cioccotuscia, Paperonly, associazione C’era una volta, associazione Eipaa ente italiano, Protezione ambiente e animali, ristoratori e B&b del centro storico”.
Armando Malè, il patron di San Pellegrino in fiore, ha dichiarato che è disposto a donare il logo della manifestazione che organizzava solo al comune e non ai privati?
“Sono d’accordo con Armando Malé perché il logo di San Pellegrino in fiore deve essere in mano al comune di Viterbo e non in mano ai privati”.
Daniele Camilli
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