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Femminicidio di Borgo Rivo, la donna uccisa da un fendente alla gola

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Terni - Zenepe Uruci

Terni – Zenepe Uruci

Xhefer Uruci

Xhefer Uruci

Terni – (sil.co.) – Uccisa da un fendente alla gola. Non avrebbe fatto in tempo neanche a chiedere aiuto la vittima del femminicidio di Terni. Nessuno dei vicini avrebbe sentito urlare.

Xhafer Uruci, 62 anni, il marito presunto omicida, subito condotto in stato di fermo in questura per essere interrogato, avrebbe ucciso con una coltellata alla gola la moglie Zenepe, 60 anni, nel primo pomeriggio di ieri nel quartiere di Borgo Rivo, in un appartamento al civico 8 di via delle Crociere. 

Nella tarda serata di ieri la polizia di Terni in una nota ha confermato che l’uomo, “un cittadino albanese di 62 anni, regolarmente residente in Italia, al momento senza lavoro, è stato portato in questura, per chiarire la sua posizione. Le indagini, coordinate dalla procura della repubblica di Terni vengono svolte dalla squadra mobile e dalla squadra volante, subito intervenuta nell’appartamento dove la donna, anch’ella albanese, di 60 anni – che lavorava in una pescheria della zona – viveva con il marito e due figli”.

Il cadavere della donna, quando è scattato l’allarme, sarebbe stato trovato dai soccorritori in una pozza di sangue, già priva di vita, tra il soggiorno e la cucina dell’appartamento al pianoterra dove viveva la coppia.

Sul posto sono intervenuti il dirigente della squadra mobile Davide Caldarozzi e il pm Giorgio Panucci. Intorno alle 17 è arrivato anche il medico legale Marco Albore. 

Secondo la prima ricognizione cadaverica, a causare la morte sarebbe stato un fendente al collo. La salma della donna è stata trasferita all’ospedale di Perugia per gli accertamenti medico legali. 

L’uomo, un ex muratore con problemi di salute, mentre la moglie lavorava in una pescheria, avrebbe telefonato al figlio di 25 anni, dipendente di una ditta di serramenti, che stava lavorando col titolare a Bolsena. Sarebbe stato lo stesso datore di lavoro ad accompagnarlo a Terni.

“Ho fatto un casino”, gli avrebbe detto il padre. Allertata dal fratello, nella casa del delitto si sarebbe precipitata per prima la sorella, le cui urla hanno richiamato l’intero vicinato sul posto, dove nel frattempo si è precipitata a sirene spiegate la polizia, assieme ai sanitari del 118. Ma ai soccorritori non sarebbe rimasto altro da fare che constatare la morte della vittima.

La dinamica dell’accaduto è al vaglio della squadra mobile e della scientifica. La tragedia sarebbe avvenuta al culmine dell’ennesimo litigio.Nel frattempo sembrerebbe che già in passato il 62enne, geloso e dal carattere irascibile, avesse aggredito la moglie, che non lo avrebbe mai denunciato. 

La pescheria dove la donna lavorava da 17 anni, a borgo Rivo, ha chiuso in segno di lutto. Il presunto omicida avrebbe a sua volta lavorato per anni per una ditta edile di Terni.

Solo quattro giorni fa in Umbria, a Tuoro, sul lago Trasimeno, un’altra donna è stata vittima di femminicidio da parte del compagno.


– Al lavoro a Bolsena, torna a casa e trova la madre uccisa a coltellate


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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