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“25 Aprile: ha ragione Violante, sinistra non rivendichi proprietà e destra riconosca valore”

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Giacomo Barelli

Giacomo Barelli

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “Aspetto che ci sia da parte di chi sta a sinistra un atteggiamento che rivendica giustamente ma non proprietario, dall’altra parte auspico che ci sia un riconoscimento del valore di quella data”. Queste le parole sul 25 aprile dell’ex presidente della Camera dei Deputati Luciano Violante

Parole, a mio avviso, non solo condivisibili ma necessarie nel clima avvelenato che si profila per l’imminente festa della Liberazione. 

In realtà nessuna novità rispetto al celebre discorso di ben 27 anni fa , era il 1996, quando l’allora neo eletto presidente della Camera sostenne che, senza indulgere a un revisionismo falsificante, bisogna cercare di conoscere le ragioni per le quali molte migliaia di ragazzi e soprattutto di ragazze, quando ormai tutto era perduto, passarono alla Repubblica di Salò piuttosto che dalla parte della libertà e della democrazia.

Ma né allora né  oggi tuttavia si è arrivati alla auspicata (da molti forse non da tutti)«pacificazione» tra gli italiani. 

Assistiamo invece al rivendicazionismo a destra, mentre a sinistra ci si mantiene su un terreno di pura contrapposizione. 

Nel corso degli anni il 25 aprile ha assunto un connotato politico molto forte con un uso politico, a volte persino propagandistico, che ne hanno fatto alcuni partiti della sinistra.

In passato il Pci utilizzò la lotta partigiana per erigersi a baluardo della democrazia e unico liberatore d’Italia.

Ma esistevano anche altre formazioni: da quelle del Partito d’Azione, passando per quelle del Partito liberale, fino alle brigate dei cattolici e dei monarchici. 

Questa propaganda nel tempo ha rischiato di creare un falso binomio secondo cui la lotta partigiana equivaleva alla lotta comunista. 

Come Azione vogliamo ricordare invece  – utilizzando le  parole di Carlo Calenda – che alla nostra Resistenza hanno contribuito anime diverse e che la Resistenza è un patrimonio comune, non solo dell’Anpi, come si fa a dire che questa è stata una lotta di tutti quando in passato ad esempio la Brigata Ebraica è stata cacciata dalle manifestazioni.

ll 25 aprile saremo in piazza a sfilare perché in quel momento è nata la nostra Repubblica ma l’antifascismo non può essere l’unica cosa di cui si discute 

Azione è antifascista, antiautoritaria e contraria alla violenza ideologica ma abbiamo una idea di antifascismo non come arma politica di parte, ma come valore repubblicano che deve unire tutti.

Se  c’è un valore della Resistenza che rimane è quello della dignità nazionale di un popolo che si solleva contro l’invasore. 

Ed è quello che sta succedendo (da oltre un anno ormai) in Ucraina dove c’è una resistenza che resiste anche oggi e di cui non ci dobbiamo dimenticare 

Giacomo Barelli – Segretario provinciale di Azione 


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