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Civitavecchia – Abbraccia uno sconosciuto e gli ruba la collana d’oro, denunciata. Nella stessa giornata i poliziotti del commissariato di Civitavecchia hanno denunciato un’altra donna per ricettazione e spaccio di droga.
“Nell’ambito di mirati servizi volti a contrastare lo spaccio di sostanze stupefacenti ed i reati predatori, gli agenti della polizia di stato del commissariato di viale della Vittoria hanno indagato le due donne in due diversi servizi di polizia – si legge in una nota del commissariato -.
Nella mattinata del 5 aprile, gli agenti dell’autoradio del commissariato di polizia, impegnati nel servizio di controllo del territorio, sono intervenuti nel centro cittadino a seguito della richiesta di aiuto di un uomo che, dopo essere stato avvicinato da una donna sconosciuta che lo ha abbracciato, si è accorto che le era sparita la catenina d’oro che portava al collo. Subito gli agenti, grazie alle descrizioni fornite dall’uomo rintracciavano e fermavano la donna riconosciuta dal denunciante che veniva identificata e denunciata in stato di libertà poiché gravemente indiziata di furto con destrezza.
Nella medesima giornata, gli agenti della squadra di polizia giudiziaria del commissariato, hanno effettuato una perquisizione locale e personale a carico di una donna, italiana, con precedenti di polizia. Durante il servizio gli agenti hanno rinvenuto lo stupefacente e, nel garage della donna, un’autovettura che da accertamenti è risultata provento di rapina, pertanto la donna veniva denunciata all’autorità giudiziaria perché gravemente indiziata del reato di ricettazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti” conclude la nota.
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
