Viterbo – “Assistenza scolastica, poche le ore e le famiglie si lamentano, nonostante le rassicurazioni dell’assessora Patrizia Notaristefano”. Il problema è noto e Luisa Ciambella (Pd) l’aveva sollevato in consiglio comunale, con la responsabile ai Servizi sociali che aveva sottolineato che la situazione si era andata normalizzando, ma cosi non pare.
Luisa Ciambella
“L’assistenza scolastica – spiega Ciambella – prima era finanziata con fondi comunali, ma ora buona parte dei soldi arrivano dal governo. Mi sarei aspettata che quanto risparmiato fosse reinvestito nel numero di ore a disposizione”.
Il servizio è garantito da due cooperative, con scadenza contratto a fine anno. “Alcuni lavoratori – spiega Ciambella – pare che abbiano firmato un precontratto lo scorso dicembre, ad aprile ancora non formalizzato. Tra l’altro, l’impegno lavorativo arriva a maggio, quando la scuola chiude a giugno”. Quindi, un mese resterebbe scoperto.
“Si tratta di un servizio molto importante per le famiglie – continua Ciambella – e non a caso in campagna elettorale più candidati sindaco ci hanno puntato. Alcune persone sostenevano che le persone addirittura potessero essere stabilizzate, quando io ho sempre spiegato che non era possibile. Nel pubblico si entra solo per concorso.
L’unico impegno era aumentare le ore, pagate in modo equo, ma non mi pare che sia un obiettivo raggiunto.
L’appalto viene da prima dell’amministrazione Frontini, anche la precedente amministrazione ha provato a migliorarlo, ma il servizio oggi non soddisfa ancora famiglie e lavoratori”. Pure in fase di bilancio, Ciambella ha chiesto lumi all’amministrazione.
Giuseppe Ferlicca
