Viterbo – “La biblioteca come farmacia dello spirito, i libri come formule galeniche concepite per sanare”. Venti testi per 10 incontri. Venti classici per “segnare il solco – come ha detto il commissario straordinario del consorzio biblioteche, Paolo Pelliccia -, tra un prima e un dopo. Il prima e il dopo della pandemia Covid”.
Ad organizzare gli incontri la biblioteca di viale Trento a Viterbo. Una volta a settimana. Ogni venerdì, dal 28 aprile al 30 giugno, alle 17,30. Il titolo, “20 classici per una biblioterapia. La biblioteca: la porta del dialogo”. Il tutto, a cura di Giuseppe Manfridi, drammaturgo, romanziere e sceneggiatore.
Viterbo – La biblioteca provinciale
“Chi scrive un libro – commenta Pelliccia – è come un medico capace di diagnosticare il male quand’anche inapparente. Sulla scorta di questa molteplice metafora la biblioteca consorziale propone ai suoi frequentatori una serie di dieci incontri in cui perlustrare ogni volta due classici spesso distanti tra loro per epoche e provenienze, ma tutti mirati a focalizzare l’attualità di un’epoca segnata da un solco netto e profondo. Il solco a cui ci riferiamo è quello della pandemia, un evento planetario che ha sensibilmente inciso su ognuno di noi rimodellando gli schemi della socialità e dei comportamenti individuali”.
Viterbo – Paolo Pelliccia e la biblioteca durante il Covid
Gli autori dei testi verranno di volta in volta, a coppie, presi in esame secondo i criteri del loro aver saputo darci avvisi di quanto da noi vissuto.
Si parte dunque il 28 aprile, alle ore 17,30, con James Joyce, Gente di Dublino, e Thomas Mann, Morte a Venezia, per finire il 30 giugno con William Shakespeare, Romeo e Giulietta, e Anton Pavlovic Cechov, Il giardino dei ciliegi.
Viterbo – Il commissario delle biblioteche Paolo Pelliccia
Gli altri autori presi in esame saranno poi Elsa Morante, Anna Achmatova, Dino Buzzati, Franz Kafka, Gabriel Garcia Marquez, Ray Bradbury, Joseph Conrad, Aldous Huxley, Jack London, George Orwell, Fernando Pessoa, Italo Calvino, Achille Campanile, Cormac McCarthy, Friedrich Durrenmatt e Fedor Dostoevskij.
“Con la quarantena del 2020 – conclude infine Manfridi – si è profilato un periodo di stasi della nostra vita dai margini tutt’ora incerti. Simile a un solco di trincea, questa stasi ricorda un romanzo di Conrad, La linea d’ombra, in cui un giovane ammiraglio deve patire la più subdola delle insidie marine: la bonaccia, che inchioda la sua goletta nel cuore dell’oceano”.
Daniele Camilli


