Viterbo – “La destra non ha il coraggio di essere antifascista”. Intervista al presidente provinciale di Anpi Viterbo, associazione nazionale partigiani d’Italia, Enrico Mezzetti, che poi, a proposito del primo ministro di Fratelli d’Italia dice: “Il governo Meloni vuole revisionare la storia del 25 aprile e dell’antifascismo”. Martedì prossimo è la festa della liberazione dal nazifascismo. 25 aprile 1945-25 aprile 2023. A Viterbo il corteo parte da piazza San Sisto alle 9 per terminare, per la prima volta, a piazza San Lorenzo.
Enrico Mezzetti
Enrico Mezzetti, il presidente del senato, la seconda carica dello stato, Ignazio La Russa ha detto che “non c’è alcun riferimento all’antifascismo nella costituzione”. Lei che ne pensa?
“Anche uno studente del primo anno della facoltà di giurisprudenza direbbe che questa affermazione è una sciocchezza. Intanto la XII disposizione transitoria della costituzione vieta la ricostituzione del partito fascista, sotto qualsiasi forma. E quella norma è l’impianto della nostra carta costituzionale basata sui principi del pluralismo e della conflittualità. Esattamente il contrario di un sistema autoritario come era quello fascista. Sono poi decine le norme costituzionali che si richiamano all’antifascismo. Norme che la XII disposizione non fa altro che suggellare”.
Cosa intende per impianto costituzionale basato sulla conflittualità?
“Pensi all’articolo 3 della costituzione in cui si parla prima dell’uguaglianza di tutti i cittadini, ma poi, al secondo comma, aggiunge che ci sono disuguaglianze di fatto che la Repubblica è chiamata a rimuovere. E questo è già un principio conflittuale. Oppure la libertà di espressione e di manifestazione. Ci possono essere espressioni di critica e di contrasto”.
In questi giorni le polemiche attorno al 25 aprile e alla costituzione antifascista sono state tante…
“Esatto. C’è anche chi ha richiamato l’intervento di Aldo Moro che nel 1947, durante i lavori dell’assemblea costituente, dice in maniera esplicita che la costituzione non può essere afascista, ma antifascista. Chi dice il contrario fa solo delle provocazioni o dà dimostrazione di profonda ingnoranza e malafede”.
Che senso ha festeggiare ancora la festa della liberazione a distanza di quasi 80 anni dal 25 aprile 1945?
“Oggi ha più senso che mai, proprio perché si mettono in discussione i fondamenti del nostra stare insieme, i fondamenti della nostra costituzione. Mi capita spesso di citare quello che scrive George Orwell nel romanzo 1984 in cui dice ‘chi controlla il passato, controlla il futuro. E chi controlla il presente, controlla il passato’”.
Che significato dà a questa frase?
“La storia non è neutra. Oggi c’è un tentativo di rileggere la storia e negare quello che è stato. E chi lo fa vuole costruire un altro tipo di narrazione, dunque un’altra forma di società”.
Viterbo – Festa della Liberazione – Un corteo del 25 aprile
Secondo lei il governo di Giorgia Meloni ha interesse a ricordare la memoria del 25 aprile considerando che il suo partito, Fratelli d’Italia, affonda le proprie radici nel Msi che nasceva proprio dall’esperienza fascista della repubblica sociale italiana?
“Mi pare che si voglia in qualche modo revisionare la storia. Fratelli d’Italia è una forza politica che è erede di una parte storica che non ha partecipato alla stesura della costituzione. Una carta che è stata fatta contro il fascismo e in sua assenza all’interno dell’assemblea costituente dove invece c’erano i partiti che avevano lottato contro il fascismo. Non a caso si vuole mettere in discussione una carta nella quale gli eredi del ventennio fascista non si riconoscono. Ecco perché la vogliono rivedere e spezzettare, rifiutando l’impianto complessivo del testo e la sua complessità. Così come, da parte della costituzione, la volontà di rifiutare fermamente quello che è successo con il fascismo. La costituzione infatti si fonda sui principi del pluralismo e della conflittualità. Esattamente il contrario dell’autoritarismo mussoliniano”.
Secondo lei il governo Meloni sta negando la memoria della resistenza contro fascismo e nazismo?
“Non c’è dubbio che la storia della resistenza gli crea imbarazzo”.
Quali sono secondo lei le battaglie da fare oggi in nome del 25 aprile?
“Sono battaglie di formazione, con interventi nelle scuole. Battaglie per la difesa della costituzione e contro tentativi di imporre modelli autoritari. Battaglie per la pace”.
Quali altre forze politiche stanno mettendo in discussione la costituzione e i valori dell’antifascismo?
“Sono le forze politiche di destra. E trovo stucchevole sentirmi dire da questi qui che la resistenza l’hanno fatta solo i comunisti. Ma chi l’ha mai detto? Sicuramente non l’ha mai detto l’Anpi. Tuttavia il fatto grave è che la destra non ha il coraggio di essere antifascista. Sono valori di cui non vogliono proprio parlare. In Italia non c’è una destra antifascista. E se c’è, venga fuori, altrimenti pure loro sono fascisti”.
Quale sarà il percorso della manifestazione del 25 aprile a Viterbo?
“La manifestazione è promossa dall’Anpi e partirà da piazza San Sisto a porta Romana alle 9 di mattina. Poi alle 9,30, davanti alla lapide del liceo classico, verrà deposta una corona di fiori in ricordo del partigiano Mariano Buratti, cui il liceo è dedicato, ucciso dai nazifascisti nel gennaio 1944. Lì ci sarà anche uno studente che leggerà le motivazioni che hanno portato a conferire a Buratti la medaglia d’oro al valore militare. Dopodiché alle 10 si andrà al Sacrario per la deposizione di altre due corone ai caduti della guerra. Ci sarà poi una novità. Il corteo si sposterà infatti a piazza San Lorenzo dove ci saranno delle brevi allocuzioni da parte del presidente della provincia, della sindaca della città, di uno studente, dell’Anpi e del prefetto. In quest’ultimo caso si tratta di una novità assoluta. Al termine della cerimonia ufficiale, l’Anpi resterà in piazza per approfondire i temi legati al 25 aprile”.
Perché è una novità l’intervento del prefetto?
“Perché, che io sappia, non c’è mai stato. In passato parlavano solo il presidente della provincia, il sindaco e l’Anpi. E il fatto che anche il prefetto intervenga non può essere altro che un fatto molto positivo”.
Un appello ai viterbesi per il 25 aprile?
“Quest’anno più che mai è importante che ci sia una forte partecipazione da parte di tutti i cittadini. E questo, per le ragioni che ho spiegato nel corso dell’intervista, e perché le problematiche di cui discutiamo sono assolutamente attuali”.
Daniele Camilli
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