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Terni – (sil.co.) – Femminicidio di Terni, iI marito l’ha colpita con cinque coltellate sferrate con la lama di oltre 30 centimetri di un grosso coltello da cucina. L’ha colpita alla giugulare, al ventre e all’altezza delle spalle e del collo. Erano circa le 15 di giovedì, un’ora prima che Zenepe potesse aprire la pescheria dove lavorava, a poche centinaia di metri da casa. Quella chiusa per lutto alla notizia della morte.
Al quartiere di Borgo Rivo nessuno dimenticherà lo strazio dei figli.
Le urla e il pianto lacerante della femmina – la più piccola e la prima a giungere a casa dei genitori, allertata dal fratello – alla vista della madre morta in un lago di sangue. La disperazione negli occhi del maschio, il 25enne accorso da Bolsena dove stava per lavoro quando ha ricevuto la telefonata del padre che lo avrebbe avvisato di avere fatto o stare per fare “un casino”.
Nel frattempo è stato arrestato per omicidio volontario aggravato Xhafer Uruci, l’ex muratore 62enne d’origine albanese che nel primo pomeriggio di giovedì 30 marzo ha ammazzato la moglie sessantenne Zenepe. L’avrebbe accoltellata in varie parti del corpo, sferrandole alla gola il fendente che le sarebbe stato fatale. Tra la cucina e il soggiorno dell’appartamento al pianoterra al civico 8 di via delle Crociere dove la coppia viveva assieme ai figli.
L’uomo, bloccato dalla polizia subito dopo il delitto nella stessa abitazione e condotto in questura dove è stato sottoposto a fermo, è stato trasferito ieri in una cella del carcere di strada delle Campore.
La salma della moglie è stata invece trasferita all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia dove il medico legale, incaricato dal sostituto procuratore Giorgio Panucci, eseguirà nelle prossime ore l’autopsia.
Per il 62enne l’accusa è di omicidio volontario aggravato.
Articoli:Femminicidio di Borgo Rivo, la donna uccisa da un fendente alla gola – Al lavoro a Bolsena, torna a casa e trova la madre uccisa a coltellate
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


