Viterbo – Giornali cartacei, punti vendita a picco. Se nel 2016 quelli registrati in tutta la provincia, edicole, bar, supermercati, pompe di benzina e autogrill, erano 106, nel 2022 sono piombati a 84, con un calo del 20%. La stessa cosa vale per il capoluogo Viterbo dove i punti vendita sono passati da 33 (2016) a 28 (2022), con una riduzione del 15%.
Ma a colpire sono soprattutto i dati riguardanti le nuove iscrizioni e le cessazioni di attività. Nella Tuscia, le chiusure dei punti vendita dei giornali cartacei, tra il 2016 e il 2022, sono state 69 a fronte di sole 30 nuove iscrizioni. A Viterbo, nello stesso periodo le cessazioni sono state 25 e le iscrizioni 12. Di fatto le chiusure dei punti vendita sono il doppio rispetto alle nuove aperture.
Un’edicola di Viterbo
Sono i dati della Camera di commercio di Viterbo che evidenziano una crisi che è diventata di fatto strutturale e riguarda tutto quanto il territorio. Non soltanto della Tuscia, ma nazionale. In tutta Italia, secondo uno studio recente fatto dal sindacato nazionale autonomo giornalai, lo Snag, i comuni che non hanno nemmeno un’edicola sono in tutto 2100 (25% sul totale dei comuni). Il 30% dei comuni ha invece un solo punto vendita e sono anch’essi a rischio desertificazione.
Punti vendita dei giornali a Viterbo – Confronto iscrizioni-cessazioni – Fonte Camera di commercio Viterbo-Rieti – Elaborazione grafica Tusciaweb
Sempre secondo i dati Snag, le edicole in Italia sono 12500 edicole distribuite in 5814 comuni. Il 40% sono imprese femminili e solo il 9% sono attività gestite da under 40. La maggioranza sono ditte individuali o micro-imprese a conduzione familiare, con una percentuale consistente di società di persone, circa il 15%. Pochissime le società di capitali. Le regioni con il miglior rapporto edicole/abitanti sono la Liguria (1/2.711), la Sardegna (1/3.478), l’Emilia Romagna (1/3.992 abitanti) e la Toscana (1/3.442). I rapporti più bassi si riscontrano nel meridione. In Sicilia c’è un’edicola ogni 6928 residenti, in Calabria una ogni 5912 e in Basilicata una ogni 5934 residenti.
Punti vendita dei giornali a Viterbo – Confronto iscrizioni-cessazioni – Fonte Camera di commercio Viterbo-Rieti – Elaborazione grafica Tusciaweb
Quanto costa comprare un’edicola a Viterbo? Ad esempio, l’edicola storica in vendita a Corso Italia, come evidenziato da un annuncio immobiliare, vale 35 mila euro per una superficie di poco più di un metro quadrato.
Infine i comportamenti degli italiani rispetto all’acquisto di giornali e altro in edicola. Per il sindacato dei giornalai (Snag), che ha realizzato un’indagine assieme a Confcommercio e Format Research, “più di un italiano su tre va in edicola ogni settimana con una spesa media di quasi 10 euro. Di questi, la maggior parte ha un punto vendita di fiducia (l’81,8%) e facile da raggiungere (l’89,3%). Oltre l’80% dei clienti delle edicole sono interessati a servizi aggiuntivi come pagamenti di utenze o punti di ritiro pacchi e per la quasi totalità dei clienti (96,2%). Inoltre, l’83% degli italiani ritiene importante l’informazione in edicola e per due clienti su tre la perdita del punto vendita di fiducia determinerebbe un minore accesso all’informazione.
“Dalla nostra indagine – ha sottolineato il Presidente di Snag, Andrea Innocenti – emerge che i lettori vedono nelle edicole un presidio culturale essenziale per la diffusione dell’informazione e una componente importante del tessuto urbano. Le edicole non sono, infatti, una semplice rete commerciale ma sono una rete culturale e un pezzo di tessuto urbano che va protetto e valorizzato”.
Viterbo – L’edicola in vendita in Corso Italia
“La sfida per il futuro – ha commentato infine Innocenti – è raggiungere la sostenibilità economica dei punti vendita attraverso l’effetto sinergico di forme di sostegno pubblico, sviluppo tecnologico e diversificazione dei prodotti e servizi in edicola. Bisogna poi sostenere la nascita di nuove imprese e agevolare il turnover generazionale”.
“Le misure di sostegno varate in questi anni, ulteriormente rafforzate dal governo con il bonus edicola 2022, stanno funzionando. Mi auguro – ha concluso Innocenti – che esecutivo e Parlamento confermino e rafforzino anche per il 2023 questi strumenti che sono fondamentali per tutta la filiera della stampa ma soprattutto per garantire l’accesso alla carta stampata di tutti i cittadini su tutto il territorio nazionale”.
Daniele Camilli
– Il crollo dei punti vendita dei giornali – Dati e grafici


