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Viterbo – Impianti per la produzione di energia verde, prosegue il boom di “via” (valutazioni di impatto ambientale). All’ufficio protocollo del comune ne sono giunte due solo nell’ultima settimana. Anche in prossimità di aree naturali. Con buona pace del governatore Francesco Rocca e di Vittorio Sgarbi che giusto pochi giorni fa parlavano di Regione Lazio satura. Tuscia in testa. Che detiene il primato con 958,76 ettari di territorio occupato da pannelli solari, ovvero lo 0,27% della superficie complessiva e lo 0,49% della superficie agricola utilizzata.
La prima delle due richieste è della Eg Ortensia srl e riguarda un campo agrovoltaico da 24 megawatt, composto da 36.148 pannelli bifacciali in silicio cristallino montati su appositi telai metallici a struttura fissa e ad inseguimento solare.
La seconda richiesta, presentata dalla Prv srl, riguarda invece un impianto agrovoltaico della potenza di picco pari a 28 megawatt da realizzare in strada Campo Perello, tra Viterbo e Tuscania, la cui attuazione potrebbe interferire con la riserva naturale di Tuscania e con l’alto corso del fiume Marta”.
Il ministero dell’ambiente, nel comunicare ai comuni di Viterbo e Tuscania la procedibilità dell’istanza, fa presente come il progetto in questione ricada parzialmente all’interno di aree naturali.
“L’impianto fotovoltaico è esterno ad aree protette e siti Rn2000 (vi ricade solo l’elettrodotto di connessione) – si legge nella nota – ma gli impatti derivanti dalla sua attuazione potrebbero interferire con la Riserva naturale di Tuscania e con l’alto corso del Fiume Marta”.
Il 31 marzo la giunta comunale ha inoltre approvato la convenzione con la società milanese Rinaldone per le misure compensative relative a un impianto da 44 megawatt che sorgerà nell’omonima località su una superficie di 73 ettari. In cambio sono previsti interventi di efficientamento di alcuni impianti fotovoltaici già esistenti al servizio di edifici di proprietà comunali ovvero gli uffici di via Garbini, della scuola Grandori del Salamaro e della media Egidi all’Ellera.
