Trevignano Romano – (b.b.) – “Non è piacevole essere dipinti come dei truffatori, specie quando si ha la coscienza a posto. Mi sento sotto attacco da forze oscure, poteri non identificati. Ho l’anima affranta, il cuore spezzato e se non avessi la forza della preghiera non riuscirei andare avanti”. A parlare in un’intervista rilasciata al Messaggero è Gisella Cardia, la sedicente veggente di Trevignano Romano.
Madonna di Trevignano -Gisella Cardia col marito
53 anni, all’anagrafe Maria Giuseppa Scarpulla, la donna riceverebbe ogni 3 del mese la visita della Madonna che le riferisce messaggi destinati a tutta l’umanità. Ma non solo, è inoltre divenuta famosa per custodire la statuina in gesso che piangerebbe sangue. Da alcuni giorni, di lei, nel paese sulle rive del lago di Bracciano si sono perse le tracce. Ma Gisella, che assieme a suo marito gestisce la onlus Madonna di Trevignano, spera di poter tornare in paese il prossimo 3 maggio. “Se gli oppositori che ci hanno creato tante difficoltà, generando cattiveria, divisioni e violenza ci permetteranno di radunarci per pregare allora il 3 maggio sarà come il 3 di ogni mese, una giornata di preghiera e di confessioni, un balsamo per le nostre anime” sottolinea.
Gisella Cardia
Negli anni, moltissimi sono stati i fedeli e i pellegrini che si sono riuniti in preghiera attorno a lei e alla statua della Madonna che piangerebbe sangue. Ma da questo Cardia sostiene di non aver mai avuto guadagni personali. “Fedeli, amici e tanti sconosciuti hanno preferito restare nell’anonimato e fare donazioni per lo più servite ad allestire il luogo in cui ci raduniamo a pregare, tipo panche, recinzioni e per fare tanta beneficenza. – conclude -. Sul resto non ci ho guadagnato soldi. Non è la mia missione e il mio interesse. Fortunatamente mio marito ha sempre lavorato e con il suo stipendio viviamo bene”.

