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Trevignano – (sil.co.) – Non accenna a placarsi l’attenzione mediatica nei confronti della sedicente veggente di Trevignano.
Ieri è stata la volta di un sedicente investigatore privato, che avrebbe sporto denuncia ai carabinieri, ipotizzando possibili reati, a nome di fedeli che avrebbero detto, come riporta Tgcom24, di richieste di somme di denaro. “Noi qualche elemento lo abbiamo, sappiamo che ci sono alcune persone che hanno pagato fino a mille euro per una preghiera, sono cose abbastanza importanti. Noi facciamo regolare denuncia, la depositiamo e poi sarà il magistrato a decidere se andare avanti, per ora noi continueremo a indagare”, ha detto l’uomo al un giornalista di Canale 5.
Nel frattempo l’unica analisi fatta sulle lacrime risalirebbe al 2016 e l’esito sarebbe stato comunicato solamente alla curia. Mentre corre voce che non sarebbe sangue umano, le uniche comunicazioni ufficiali della diocesi di Civita Castellana restano quelle relative all’apertura di una indagine sul fenomeno della Madonna che piange.
Sulla pagina Facebook di Tusciaweb, nel frattempo, una valanga di commenti negativi, con poche e rare eccezioni.
“Non c’è un commento diverso, di comprensione e solidarietà a Gisella – scrive una lettrice – ci sono tante notizie false che circolano solo per infangarla. Beh, io invece le credo. Avevo dubbi e sono stata lì un 3 del mese. Se uno crede, crede anche a lei. Se non si ha fede, non si crede alla sua storia. Tutto qui. Del resto anche padre Pio ha avuto molti nemici”.
Al riguardo c’è chi risponde: “Anche padre Pio era un impostore”. Oppure: ” Io credo a Lourdes e Fatima e stop”.
E ancora, a proposito delle stimmate: “Comunque i romani inchiodavano i polsi non i palmi delle mani, manco le basi… “.
Il vescovo Marco Salvi, lo scorso 7 marzo, ha reso noto che, dopo essersi consultato con gli organismi preposti al governo della diocesi, ha istituito una commissione per effettuare un’indagine previa, finalizzata ad approfondire l’eventuale fenomenologia dei fatti, “che si verificano da qualche tempo a Trevignano Romano, così ampiamente riportati dai media”, spiegando che “verranno comunicati eventuali futuri aggiornamenti”.
Il 15 marzo, sempre monsignor Salvi, ha comunicato di avere costituito ufficialmente una commissione di studio e di indagine formata da quattro esperti per materia – un teologo, un mariologo, uno psicologo e un canonista – cui è stato affidato il compito di raccoglie materiale per comprendere e capire se gli eventi di Trevignano hanno carattere soprannaturale.


