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Messa da Requiem all’inizio della Settimana Santa

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Viterbo - La chiesa di Santa Maria della Verità

Viterbo – La chiesa di Santa Maria della Verità


Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Cosa c’è di meglio di una Messa da Requiem all’inizio della Settimana Santa per godere di buona musica e prepararci all’evento con lo spirito giusto? L’Associazione XXI Secolo, il Touring club e “Viterbo con amore” uniscono voglia e competenze, presentando per domenica delle Palme (2 aprile) alla Verità di Viterbo (16,30) un nuovo allestimento del capolavoro mozartiano che ci riporta col pensiero a quell’edizione temeraria del 2016, allorquando venne allestito d’estate e di notte al cimitero viterbese di San Lazzaro.

Lo dirige anche stavolta Fabrizio Bastianini con l’orchestra Aetruria Ensemble e l’Ensemble Vocale Contrappunto, rinvigorito dai cori di Civitavecchia e Chiusi. Le voci vengono in buona parte dal concorso di canto lirico “Premio Fausto Ricci”: Isidora Moles (soprano vincitrice edizione 2022), Lucia Napoli (Mezzosoprano selezionata all’edizione 2013), Hyun-Seo Park (tenore, vincitore dizione 2020) e il basso Kwangsik Park dell’Accademia della Scala. All’organo Fabrizio Viti. Il personaggio Mozart ci affascina, soprattutto se pensiamo al film “Amadeus” del 1984 per la regia di Milos Forman con Tom Hulce, che ci presenta tra l’altro alcuni momenti romanzati del Requiem con Antonio Salieri che guarda estasiato Mozart mentre compone sul letto di morte.

Ci teniamo a ricordare che Mozart ebbe a che fare, sia pur di sfuggita, con la Tuscia Viterbese. Nel primo viaggio in Italia da Salisburgo a Napoli (1769-1771), accompagnato dal padre Leopold, transitò dalle nostre parti per due volte. All’andata, scendendo a Roma, sostò a Centeno e a Viterbo. Al ritorno, provenendo dalla Capitale e diretto verso la costa Adriatica, si fermò a Civita Castellana. Tre stop tecnici, per cambiare i cavalli della carrozza e riposare.

L’8 aprile del 1770 i due Mozart sostarono a Centeno presso la locanda della Posta. Il giorno seguente giunsero ad Acquapendente e il 10 aprile a Viterbo. Il capoluogo li accolse in una serata infernale di pioggia e tuoni. Non sappiamo dove dormissero. Probabilmente in una locanda-osteria situata tra via della Cava e corso Italia. La mattina dopo, prima di partire, il giovane Mozart (aveva appena 14 anni) venne accompagnato dal padre al santuario di Santa Rosa per ricevere dalle clarisse del monastero una reliquia della santa, di cui il padre Leopold aveva sentito parlare.

Nel viaggio di ritorno i due sostarono a Civita Castellana dove giunsero verso le cinque del mattino dell’11 luglio 1770. Erano partiti da Roma intorno alle 18 della sera precedente. “Una tappa lunga ed estenuante senza chiudere occhio”annoterà il padre nel diario di bordo. Nelle ore notturne, malgrado la stagione estiva, faceva molto freddo tanto che furono costretti ad indossare una pelliccia prudentemente riposta nel baule.

A Civita Castellana si fermarono alcune ore presso la locanda della Posta dove “si buttarono sul letto” fino alle 10, dopo aver gustato una tazza di cioccolato caldo. Si recarono quindi ad ascoltare la messa nel duomo di Santa Maria e qui il giovane Wolfgang ebbe l’opportunità di suonare l’organo. Dopo il pranzo di mezzogiorno padre e figlio riposarono ancora un poco nella cittadina viterbese, per poi ripartire nel pomeriggio alla volta di Terni che raggiunsero il giorno dopo attraverso Borghetto, Otricoli e Narni. Da qui avrebbero poi proseguito verso la riviera Adriatica.

Vincenzo Ceniti
Touring club Viterbo


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