Pisa – Non ce l’ha fatta Barbara Capovani, la psichiatra 55enne aggredita lo scorso venerdì da un suo ex paziente. La donna si è spenta nella tarda serata di ieri all’ospedale di Pisa. In suo ricordo, questa mattina alle 12 tutti gli operatori dei dipartimenti di salute mentale in Italia hanno osservato due minuti di silenzio.
Pisa – Il raccoglimento in onore della psichiatra Barbara Capovani
La morte della donna è stata annunciata da un bollettino medico congiunto dell’azienda ospedaliero-universitaria pisana e dell’azienda Usl Toscana nord ovest. “Si è conclusa alle 23.40 la procedura di accertamento di morte con criteri neurologici – si legge -. Come già preannunciato nel precedente bollettino medico, si procederà alla donazione degli organi così come da volontà espressa in vita dalla Dr.ssa Capovani, condivisa dai familiari e autorizzata dal magistrato”.
Nel frattempo, il decesso della psichiatra ha comportato anche la riqualificazione dell’ipotesi di reato a carico del 35enne fermato: inizialmente l’uomo è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio, ora è invece accusato di omicidio premeditato.
L’uomo ha aggredito Barbara Capovani venerdì pomeriggio mentre stava uscendo dal reparto in cui lavorava presso l’ospedale Santa Chiara di Pisa. L’uomo ha colpito più volte la donna alla testa.
Stando a quanto si apprende, il 35enne era un ex paziente della psichiatra e avrebbe alle spalle già varie accuse.
Nel frattempo il sindaco di Lucca, Michele Conti, fa sapere di aver proclamato un giorno di lutto cittadino per il giorno in cui si svolgerà il funerale di Barbara Capovani.
“Ci chiediamo tutti il perché di una simile tragedia, senza avere le parole per rispondere a questa domanda – ha aggiunto poi su Facebook il primo cittadino -. Ci saranno modi e tempi per cercare le risposte, che dobbiamo soprattutto a chi paga ingiustamente con la vita la scelta di occuparsi con professionalità e dedizione dei più fragili. E le dobbiamo alla nostra società che, senza perdere l’umanità necessaria, deve poter avere gli strumenti per arginare la pericolosità sociale di certi soggetti. Adesso però è il momento del cordoglio, del silenzio, della preghiera.
