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Roma – “Nella mia abitazione, nessuna perquisizione…”. Massimo Giletti smentisce le false notizie che circolano in rete sulla presenza delle forze dell’ordine in casa.
“Tutto si chiarirà al momento giusto – ha commentato -. È tutto falso, solo fango ad hoc. Non c’è stata nessuna perquisizione nella mia abitazione. Nessuna notifica delle forze dell’ordine, nulla di nulla”.
Il giornalista piemontese non ha ricevuto alcun avviso di garanzia, né è indagato. Risulta invece, come riporta Repubblica, che sia stato sentito due volte come persona informata sui fatti (ossia come testimone) dalla Procura fiorentina, che indaga sulle stragi del 1993 a Firenze, Milano e Roma.
I pm lo hanno ascoltato il 19 dicembre e il 23 febbraio scorsi per far luce sulle due interviste a Salvatore Baiardo, il gelataio piemontese condannato per aver favorito la latitanza dei fratelli Graviano. Nella prima, quella del 5 novembre, aveva previsto, con due mesi di anticipo, l’arresto di Matteo Messina Denaro.
“Poi era stato di incalzato da Giletti nell’intervista del 5 febbraio, senza però spiegare la sua “profezia”. Gli inquirenti vogliono capire se l’ex tuttofare dei boss abbia usato il mezzo televisivo per lanciare dei messaggi mafiosi e a che titolo sia stato retribuito dalla Fremantle”, riporta Repubblica.
“Io non ho pagato personalmente e di nascosto Baiardo: è stato compensato per le proprie apparizioni come un qualsiasi ospite, in maniera trasparente e tracciabile”, ha precisato Giletti a Dagospia.
Le indagini della Dda fiorentina sulle stragi del 93 sono ripartite dopo che Giuseppe Graviano, capo del mandamento di Brancaccio a Palermo, aveva accusato Silvio Berlusconi davanti alla Corte di assise di Reggio Calabria nel processo alla ‘ndrangheta stragista, nel quale il boss è stato condannato all’ergastolo. Poi il fratello, Filippo Graviano, era stato intercettato in carcere all’indomani della puntata del 10 maggio 2020 in cui Giletti aveva letto l’elenco dei boss che stavano per essere scarcerati per l’emergenza Covid: “Il ministro fa il lavoro suo e loro rompono il ca..”. Per questo, da fine luglio di quell’anno, al conduttore è stato assegnata una scorta. Nella trasmissione del 26 marzo scorso ha detto: “Ieri ho ricevuto una lettera molto pesante di minacce vere”.
Ancora sconosciute le ragioni alla base della decisione presa dall’emittente televisivo La7 sulla sospensione del programma Non è l’arena, in onda da 6 anni e di cui Massimo Giletti ne è il conduttore.
“Ha lasciato per strada, senza alcun preavviso. 35 persone che lavorano con me si ritrovano ora sbattuti fuori dopo 6 anni – ha commentato il conduttore -. Io ho le spalle larghe, penso solo a loro”.
Il congedo di Giletti è arrivato via pec. La7 precisa che il conduttore di “Non è l’arena” rimane a disposizione dell’azienda, almeno fino a giugno, quando scade il suo contratto. Da settimane il suo passaggio in Rai viene dato per certo, per condurre un nuovo programma il giovedì sera sulla seconda rete. Tra le ipotesi, non si esclude un possibile ritorno di Giletti su Rai 1 dove per anni ha condotto “L’arena”.
