Carabinieri
Bassano Romano – (sil.co.) – A 70 anni è stato condannato a cinque mesi e dieci giorni di reclusione per il furto di una macchina e a otto mesi per evasione.
Imputato un topo d’auto seriale, che si è messo nuovamente nei guai lo scorso mese di dicembre, finendo dietro le sbarre pochi giorni prima di Natale.
Dopo qualche settimana gli sono stati concessi i domiciliari rafforzati dal braccialetto elettronico, che ha però rifiutato preferendo restare dietro le sbarre. Ieri il giudice Ilaria Inghilleri lo ha rimesso in libertà dopo la condanna, revocando la misura cautelare che gli era stata imposta per il furto aggravato della vettura, riqualificando il reato in furto semplice.
Prima della discussione il settantenne, d’origine marocchina ma emigrato da anni in Europa, dove ha lungamente lavorato in Germania, ha voluto rilasciare spontanee dichiarazioni, ammettendo i reati contestati, ma dicendo di essere sempre stato un servitore dello stato e di non avere problemi economici godendo di una pensione internazionale, chiedendo clemenza alla corte e di essere rilasciato per buona condotta, dicendosi affetto da disagio psichico.
Al riguardo la difesa aveva chiesto il rito abbreviato condizionato a una perizia psichiatrica o quantomeno a una consulenza di parte, rigettato dal tribunale e diventato rito abbreviato secco, che gli ha comunque permesso di ottenere lo sconto di un terzo della pena.
Si è chiuso così il processo al pensionato residente a Bassano Romano, finito a Rebibbia il 12 dicembre in seguito a un doppio arresto in due giorni, per il furto aggravato di una vettura e per essere evaso dai domiciliari che gli erano stati concessi in sede di convalida.
Pensionato col pallino dei furti d’auto
L’imputato è noto alle cronache giudiziarie (non solo locali) per i suoi trascorsi di topo d’auto seriale. In passato è già finito a processo, sempre davanti al tribunale di Viterbo, per furto aggravato e ricettazione. La sua “passione” sempre le vetture.
Tra il 5 e il 6 luglio 2015 – tornato a Bassano Romano il giorno prima, dopo un lungo soggiorno in Olanda – in una sola notte, avrebbe preso di mira ben sei diversi veicoli, tra i quali un furgoncino, una jeep e perfino una minicar, facendo razzia dei documenti trovati a bordo, di un set di cacciaviti, un paio di occhiali, cuffiette stereo, alcuni cd e altri oggetti di modesto valore.
Durante il viaggio per l’Italia si era fatto arrestare ben tre volte per furto d’auto, a Modane in Francia, poi a Domodossola e Milano. Due giorni prima, il 4 luglio 2015, il questore di Milano, quando era stato rimesso in libertà dopo qualche giorno nel carcere di San Vittore, lo aveva espulso.
Il 5 luglio l’arrivo a destinazione, a Bassano Romano. Preceduto, il 4 luglio, da un altro colpo, messo a segno durante l’ultima tappa a Roma, dove è stato denunciato il furto di una Opel Astra i cui documenti nonché una tenda da campeggio del proprietario sono stati trovati nell’abitazione del settantenne.
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Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
