Domenico Corvi
Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – In arrivo a Viterbo la quarta tappa dei Pomeriggi Touring (venerdi 28 aprile alle 16,30) nella sala Assemblee della Fondazione Carivit (palazzo Brugiotti via Cavour 67). Giannino Tiziani, storico dell’arte, già ispettore della Soprintendenza alle belle arti della provincia di Viterbo, ci racconta la pittura di Domenico Corvi, per la serie “Tavolozze d’autore” promossa dal Touring club, con il patrocinio della Fondazione Carivit e la collaborazione delle associazioni Fidapa, Nimpha e Inner Wheel. Nelle puntate precedenti si è parlato di Matteo Giovannetti con Valentina Berneschi, Antonio del Massaro detto il Pastura (Fulvio Ricci) e Francesco Romanelli (Marzo Zappa).
Originario di Viterbo (1721-1803), Corvi è considerato uno degli esponenti più quotati della pittura romana del Settecento. Premure giovanili nel capoluogo della Tuscia per la chiesa di Sant’Orsola in via San Pietro dove abitava da ragazzo Collabora con Francesco Ruggeri ad un progetto per la ristrutturazione del monumento, al cui interno lascia un sottoquadro dedicato a san Giovanni Evangelista (oggi al museo del Duomo) e uno stendardo processionale raffigurante San’Orsola andato perduto.
Nella bottega romana di Francesco Mancini apprende fondamentali e “maniere”. che gli saranno utili nelle terre marchigiane dove è benvoluto dal card. Bernardino Antonelli. Pale d’altare a Senigallia, Macerata e Ancona. E’ a Viterbo nelle chiesa di Santa Caterina ad aiutare Antonio Colli alle prese con una serie di affreschi alla maniera di Andrea Pozzo. Nella chiesa del Gonfalone dipinge in affresco una lunetta con la Decollazione del Battista e due medaglioni con San Giuda e San Simone. Lascia a Viterbo varie tele, tra cui il ritratto di San Crispino, il sacrificio di Polissena e Giacinta Marescotti nell’atto di dettare la regola a Francesco Pacini.
A Roma è attivo a palazzo Barberini, palazzo Pamphilj, casa Borghese, nella cappella Paolina di Santa Maria Maggiore, nella chiesa “veneziana” di San Marco e altrove. Notevoli i ritratti di Vittorio Amedeo I duca di Savoia (Torino) e della sorella Angela Corvi-Banconi (collezione privata), Dipinge la tela di S. Ubaldesca (Pisa) e quattro pale d’altare (Solothurn in Svizzera). Alcuni suoi lavori si trovano nei magazzini dell’Hermitage di San Pietroburgo. Nel 1756 viene ammesso all’Accademia di San Luca. Da ricordare anche la sua attività didattica presso la Scuola del Nudo di Roma dove, nell’ultima stagione della sua vita, fu anche assessore delle Antichità per la pittura.
Vincenzo Ceniti
Touring club Viterbo
