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Tarquinia – Omicidio delle Saline, oggi tocca alla difesa di Claudio Cesaris. Il pm Alessandro Gentile della procura di Civitavecchia , come si ricorderà, lo scorso 17 novembre, ha chiesto una condanna a 23 anni alla corte d’assise di piazzale Clodio. Il processo, che riprenderà questa mattina, potrebbe chiudersi nella stessa giornata con la sentenza.
Claudio Cesaris è il tecnico in pensione dell’università di Pavia settantenne, che il 7 dicembre 2021, dopo essere riuscito a salire sulla sua macchina con la scusa di un passaggio, ha freddato con due colpi di pistola sparati alla nuca il professore cinquantenne dell’Unitus Dario Angeletti.
L’imputato, accusato di omicidio premeditato e anche di stalking, lo avrebbe ritenuto un ostacolo tra sé e la ricercatrice quarantenne di cui sarebbe stato ancora innamorato, nonostante la fine della relazione. Al punto da seguirla a Viterbo pur di starle vicino, prendendo una casa in affitto a San Martino al Cimino, dopo che la donna si era trasferita da Pavia a Viterbo, trovandosi per lavoro a condividere molto tempo con la vittima.
“Non si può definire Cesaris un reo confesso, ha confessato perché non poteva fare altrimenti, perché tutto lo inchiodava alle sue responsabilità, a partire dalla videosorveglianza del comune, cercando comunque durante l’interrogatorio di raccontare un’altra verità, la verità che poteva fargli più comodo”, ha sottolineato a margine dell’udienza fiume di quattro ore dell’8 marzo, in cui hanno discusso i legali delle parti offese, l’avvocato di parte civile del comune Paolo Pirani, che ha parlato subito dopo i legali Rodolfo Bentivoglio e Massimiliano Zoli per i familiari e prima dei legali Andrea Fedeli e Eliana Saporito per l’università e la ricercatrice.
Oggi sarà la volta degli avvocati Michele Passione di Firenze e Alessandro De Federicis di Roma, difensori di Cesaris. Se i tempi lo consentiranno, la corte nella stessa giornata potrebbe ritirarsi in camera di consiglio per la sentenza.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

