Carabinieri – Inchiesta corruzione aeronautica militare
Viterbo – (sil.co.) – Corruzione e appalti truccati nell’aeronautica, risalirebbe a giugno dell’anno scorso la richiesta di misura cautelare del pm Giuseppe Travaglini, accolta nei giorni scorsi dal gip Gisberto Muscolo del tribunale di Velletri e sfociata il 18 aprile in 24 misure cautelari, tra cui 14 arresti (10 militari e 2 civili) e 10 obblighi di dimora (tutti civili).
Trentanove in tutto, 15 dei quali rimasti a piede libero, gli indagati – a vario titolo – per turbata libertà degli incanti, frodi nelle pubbliche forniture, corruzione per l’esercizio della funzione e falso ideologico.
Come è noto, tra gli indagati sottoposti a misura cautelare ci sono anche un militare e un civile viterbesi. Quest’ultimo, in particolare, responsabile commerciale di un’azienda della provincia, avrebbe “fornito una cucina che è stata istallata nella sua abitazione napoletana” all’unico degli arrestati ad essere finito in carcere, il tenente colonnello Alfonso Iazzetta – che per l’accusa, nel caso specifico, avrebbe pilotato un appalto per un intervento all’aeroporto di Grazzanise.
Iazzetta “durante le perquisizioni, con abile mossa” sarebbe “riuscito a cancellare in pochi secondi tutti i messaggi contenuti nel cloud della memoria del proprio apparecchio telefonico cellulare, nonostante la presenza dei militari inquirenti”, scrive il gip nell’ordinanza del gip, sottolineandone la scaltrezza.
Il tribunale di Velletri
Mazzette, favori e lavori di ristrutturazione sarebbero stati per gli imprenditori la merce di scambio per aggiudicarsi decine di appalti riguardanti l’esecuzione di lavori in basi militari dislocate tra Lazio e Campania.
Per accreditarsi con un generale di squadra aerea, all’epoca dei fatti comandante logistico, alcuni dei militari indagati avrebbero ad esempio fatto fare lavori in parte scontati e in parte gratuiti presso l’abitazione dell’ufficiale a un imprenditore, ricompensandolo con l’affidamento di appalti elargiti direttamente dalla stessa aeronautica.
Nel mirino degli investigatori una serie di micro appalti per tre milioni di euro, tutti sotto la soglia prevista dalla legge per bandire gare, dalla manutenzione dell’impianto di climatizzazione negli aeroporti di Grazzanise e Frosinone fino agli infissi in alluminio delle stesse strutture, passando per l’ammodernamento degli alloggi, la fornitura di 176 motori per le tapparelle, impianti termici, lavori in calcestruzzo, smaltimento di materiale in discarica, pavimentazione e controsoffitto.
Le accuse sarebbero supportate da intercettazioni telefoniche. A proposito del restyling a casa del generale una imprenditrice avrebbe detto: “Ma che se pensa che sempre gratis li facciamo i lavori?”.
Il giudice per le indagini preliminari, disponendo le misure cautelari, ha parlato di reati “reiterati in maniera seriale nel tempo nell’arco di tre anni”. Dal mese di maggio 2017 al mese di gennaio 2021.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

