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Scioperano penalisti e magistrati onorari, paralisi di una settimana in tribunale

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Tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

Tribunale di Viterbo - L'aula di corte d'assise

Tribunale di Viterbo – L’aula di corte d’assise

Viterbo – “Basta discriminazioni”. È uno dei punti fermi dell’astensione dalle udienze dei magistrati onorari per tutta la settimana. Sul piede di guerra got e vpo, ovvero giudici e vice procuratori onorari di tutta Italia.

Ieri a Viterbo stop anche al collegio composto da due giudici togati e un got, il quale ha aderito allo sciopero nazionale indetto da lunedì 17 a venerdì 21 aprile.

La categoria da anni chiede il riconoscimento di diritti ritenuti fondamentali per poter continuare a operare nei palazzi di giustizia italiani, dove i magistrati onorari svolgono un ruolo fondamentale per sopperire alle carenze della giustizia ordinaria.

Attualmente ne sono in servizio 4500, 1600 dei quali stabilizzati, ma subiscono “l’insulto di vedersi remunerati con meri acconti per l’attività quotidiana, senza la dovuta posizione previdenziale”, mentre la riforma è stata “censurata in sede europea per le gravi discriminazioni ancora esistenti” e ancora non si sa come queste disparità potranno essere superate. 

Lo scorso 31 marzo, preso atto delle incertezze normative, il ministero ha deciso di pagare, salvo conguagli, i giudici onorari con “acconti mensili”. “Acconti al posto della retribuzione”, sfociati nell’astensione dalle udienze di questi giorni.

Sarà paralisi per tutta la settimana nei tribunali del Belpaese, Viterbo compresa, per la duplice astensione, da lunedì a venerdì della magistratura onoraria e da oggi a venerdì quella concomitante dei penalisti indetta dall’Unione delle camere penali italiane.

Medesimo il destinatario: il governo e in particolare il ministero della fiustizia che prometterebbero riforme senza poi concretizzare quanto annunciato.


Articoli: “Avvocati penalisti, iniziative di sensibilizzazione durante la tre giorni di stop alle udienze” – Avvocati penalisti, tre giorni di astensione pro riforma e contro il governo


“Non siamo questuanti – dicono i magistrati onorari – ma lavoratori. Lo stato ne prenda atto una volta per tutte, perché siamo stanchi di concedere proroghe alla politica. Auspichiamo un immediato e diretto intervento del presidente del consiglio e del ministro Nordio per porre fine a questa indegna situazione”.

Pronta la reazione delle associazioni unite nella Consulta della magistratura onoraria. “All’immobilismo più assoluto che colpisce oltre 4500 lavoratori – si legge nella nota della Consulta – si somma l’emergenza per centinaia di magistrati già confermati con decreto ministeriale, parte dei complessivi 1600 che hanno superato la prova orale, secondo la, per molti tratti, infelice legge Cartabia: costoro sono senza stipendio, continuano a lavorare gratis, ogni giorno, in attesa, da mesi, che il ministero, celere nel bloccare i compensi, chiarisca quando e come accreditare il dovuto”.

Nonostante la finalità del legislatore fosse quella di riconoscere anche agli onorari tutele economiche simili a quelle tipiche del rapporto di lavoro subordinato, il nuovo quadro normativo – come si legge in una nota di via Arenula – non contiene indicazioni riguardo alla natura del reddito nonché al regime previdenziale e fiscale da applicare”.

Il ministero definisce i compensi differenziandoli sulla base dei regimi previsti in termini di esclusività e dei tre distinti parametri retributivi “riferiti alle anzianità di servizio e corrispondenti procedure di conferma”: oltre 16 anni, tra i 12 e i 16 anni, meno di 12 anni. Gli importi sono annuali per dodici mensilità (ove è già ricompresa la tredicesima mensilità).

Tuttavia, pagare non è cosa semplice per le amministrazioni pubbliche in assenza di una procedura e delle dovute certezze giuridiche. E siccome vi è “l’esigenza di liquidare il trattamento economico spettante a fronte di un diritto soggettivo perfezionato”, la soluzione individuata è quella di “corrispondere comunque un trattamento economico a titolo di acconto e salvo ogni successivo conguaglio a seguito della risoluzione delle problematiche di inquadramento giuridico”.

Verranno dunque corrisposti acconti mensili sulla base dei seguenti criteri: l’acconto per i magistrati onorari confermati viene quantificato in un importo lordo mensile corrispondente alla misura intera del compenso (euro 2.290,68) e al 50% dell’indennità (euro 247,42).

Silvana Cortignani


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