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“Stefania è a Roma, nella casa famiglia non ci vuole tornare”

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Viterbo – “Stefania nella casa famiglia non ci vuole tornare, non vuole stare con persone che non le vogliono bene”. Lo racconta in un lungo sfogo Barbara Sepe, madre di Stefania, la 13enne che la settimana scorsa, dopo essere uscita da scuola, non è tornata nella casa famiglia di Cerveteri dove è stata affidata dai servizi sociali.


Cerveteri - Stefania, 13 anni, la ragazza scomparsa

Cerveteri – Stefania, 13 anni, la ragazza scomparsa


Inizialmente si pensava fosse a Viterbo – dove si sono concentrate le indagini dei carabinieri per giorni – insieme alla sorella più grande, Ginevra, 16 anni. Che risulterebbe, invece, affidata alle suore del Carmine, a Viterbo. In realtà si troverebbe a Roma.

Quella raccontata da Barbara Sepe, che ha contattato Tusciaweb, è una storia diversa, una storia di un allontanamento volontario dalla struttura dove sua figlia era stata affidata, perché Stefania lì non ci vuole stare. Lo avrebbe scritto anche su dei fogli di cui è in possesso la madre che afferma essere stati scritti proprio dalla figlia per raccontare a tutti come stanno le cose.

“Stefania è stata inghiottita dalle mura della comunità – racconta Sepe -. Ha chiamato dopo un mese e mezzo e io l’ho sentita per quattro volte sempre in vivavoce. Poi la decisione di non salire sul pulmino dopo la scuola, mi ha detto che non ce la faceva più.


Cerveteri - La lettera che avrebbe scritto la 13enne Stefania

Cerveteri – La lettera che avrebbe scritto la 13enne Stefania


Stefania sta a Roma – rivela la madre -. Nella casa famiglia non ci vuole tornare perché mia figlia non ha fatto niente di male per trovarsi in una condizione del genere. Dice che la tengono con le tapparelle sempre chiuse e si chiede cosa abbia mai fatto di male”.

Le due figlie, stando al racconto di Sepe, erano affidate alla nonna che però il 30 dicembre è venuta a mancare. “È morta mia madre che era affidataria delle figlie e da lì è successo di tutto”, spiega la mamma di Stefania.

Ma in questi giorni di allontanamento si sono viste? “Con la sorella sono sempre stata molto legate ed è chiaro che si sono viste – racconta Barbara Sepe -. Anche Ginevra si trova a Roma, ma lei più volte va e viene. Non è che è scappata venerdì… tre volte è entrata e tre volte è scappata. Non ci è mai voluta stare nemmeno lei. È stata mandata dalle suore del Carmine e dal giorno dopo stava sempre fuori”.


Cerveteri - La lettera che avrebbe scritto la 13enne Stefania

Cerveteri – La lettera che avrebbe scritto la 13enne Stefania


Barbara Sepe racconta di aver perso tutto, di essere rimasta senza soldi ma, soprattutto, di essere rimasta sola: senza madre, senza padre e senza le sue figlie.

“Sono rimasta senza niente – si sfoga -. Vivevamo tutti con la pensione di mia madre. La nostra non è una situazione di degrado, dall’oggi al domani questo è successo: è stato tolto qualsiasi tipo di sussidio. Io ho perso anche mio padre il 18 marzo, sono rimasta completamente sola, senza genitori, senza figlie, senza nessuno, senza soldi. È inutile che i servizi sociali mi dicono di trovare lavoro: anche se sono laureata, a 49 anni nel Viterbese il lavoro non lo danno certo a me. Ho provato e non faccio altro che provarci. Non riesco a trovare lavoro neanche per le pulizie. Tutto ciò che è successo è indecente, non ho parole. Si poteva dare un sussidio a me mentre le cose si mettevano a posto. Invece così ci hanno solo devastato ulteriormente. So solo che Stefania andava scuola e che se ne è andata. Il problema lo hanno creato le istituzioni”.

Proprio per la sua situazione economica la mamma di Stefania, una volta autorizzati i colloqui in casa famiglia, racconta di non aver potuto partecipare e di essersi trovata in difficoltà: “La piccola la allontani e la metti a chilometri di distanza in una struttura che sta a Cerveteri, mentre io sono senza macchina e senza soldi? Quando due settimane fa sono stati autorizzati i colloqui non avevo neanche la possibilità di andarci. Non c’è logica. Così hanno devastato me e due minorenni. Le mie figlie non stavano male e soprattutto le avevo in casa”.


Cerveteri - La lettera che avrebbe scritto la 13enne Stefania

Cerveteri – La lettera che avrebbe scritto la 13enne Stefania


Barbara Sepe ha con sé dei fogli scritti a mano. Afferma che quei fogli sono stati scritti da Stefania: tre pagine in cui si parla della storia della famiglia e dell’esperienza nella struttura in cui è stata mandata.

“Ciao a tutti – si legge sulla prima parte dello scritto – sono Stefania e volevo dire che sto bene finalmente. Non ce la facevo più a vivere con le persone che non mi vogliono bene. Nemmeno il telefono mi davano. Io non ho fatto niente per ritornare carcerata, nemmeno la mia mamma. È morta mia nonna e invece di aiutarci, mi hanno rapito… non voglio tornare in quel posto, non ci aprono nemmeno le finestre. Stavo tutto il giorno davanti alla televisione, vi prego, non portatemi lì, voglio la mia famiglia. Non vi preoccupate, aiutateci a stare insieme”.

Parole rimarcate anche dalla madre.

“Due ragazzine – commenta Barbara Sepe –  non possono vivere da latitanti perché un servizio sociale le vuole riportare in una struttura dove poi devono vivere come fossero detenute. Perché se ci si stesse bene nessuno se ne andrebbe. Stefania mi ha detto: ‘Perché devo stare con persone che non mi vogliono bene?’. Mi ha raccontato di stare tutto il pomeriggio buttata davanti alla tv.  Stefania aveva dei capelli bellissimi, lunghi fino alla vita. Glieli hanno fatti tagliare. Perché forzare una ragazzina a tagliarsi i capelli alle spalle?”.

Un particolare, quello dei capelli, riportato anche in un punto della lettera di Stefania: “Mi hanno tagliato i capelli a forza. Non come agli ebrei durante la guerra, ma io li volevo lunghi. Piangevo sempre perché mi mancava mia sorella Ginevra, la mamma, la zia…”.

“Non ho più potestà genitoriale, non conto più nulla però per i porblemi chiamano me. Come mai?”, conclude Barbara Sepe.

Elisa Cappelli


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