Viterbo – Università della Tuscia – Santa Maria in Gradi
Viterbo – Dare spazio alla storia della Resistenza locale nella dimensione nazionale. È l’obiettivo dell’università della Tuscia, che tramite Maurizio Ridolfi e Sante Cruciani ha varato il manifesto “Per la creazione di un istituto per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea a Viterbo e nella Tuscia”.
L’iniziativa parte dai due docenti di storia contemporanea e storia delle relazioni internazionali, rispettivamente presidente e direttore del Centro studi europei e internazionali dell’Unitus, ed è stata ufficializzata domenica 23 aprile.
“Nel contesto di una sensibilità antifascista nella società italiana che le recenti dichiarazioni del presidente del Senato, Ignazio La Russa, sull’attentato partigiano di via Rasella il 23 marzo 1944 a Roma, hanno diffusamente ridestato, è tempo che anche a Viterbo sorga un istituto storico per lo studio della Resistenza e dell’età contemporanea – si legge nel documento dell’Unitus –. Dando voce ai moniti del presidente della repubblica Sergio Mattarella sulla vitalità della Costituzione italiana, occorre ‘far memoria’ del passato contro l’oblio, nonché attivare una coscienza vigile nella tutela dei diritti e delle libertà fondamentali. È quanto, come docenti e ricercatori dell’università della Tuscia, proponiamo alla città e al territorio“.
Gli istituti per la storia della Resistenza sono presenti in molte parti d’Italia con l’obiettivo di promuovere lo studio dell’antifascismo e la conoscenza della storia contemporanea italiana. Quello della Tuscia, al pari degli altri, contribuirebbe a raccogliere e conservare i documenti locali in un apposito archivio.
“La riscoperta delle correlazioni tra gli spazi della storia locale e regionale – si legge ancora nel documento -, nazionale ed europea, richiede a Viterbo e nella Tuscia uno sforzo per porre a sistema, in una rinnovata stagione di ricerca, gli studi esistenti sugli Arditi del popolo nella crisi del primo dopoguerra, le associazioni combattentistiche riunite attorno al leader repubblicano Achille Battaglia, i gruppi resistenziali dell’Alto Lazio indagati a suo tempo da Bruno Di Porto, gli eccidi nazisti nei territori di Sutri e Bassano Romano, Vignanello e Blera, i martiri ‘viterbesi’ delle Fosse ardeatine (Tito Bernardini, Aldo Francesco Chiricozzi, Giorgio Conti, Alberto Cozzi, Renato Fabri, Angelo Fochetti, Angelo Galafati, Manlio Gelsomini, Unico Guidoni, Epifenio Liberi, Enrico Mancini, Angelo Martella e Armando Ottaviano), la memoria delle deportazioni alimentata dall’Associazione Pietre d’inciampo, nonché le ‘storie dimenticate’ raccolte recentemente in due volumi da Giorgio e Lucrezia Fanti. Si tratta soltanto di alcuni esempi significativi, ai quali affiancare la storia e la memoria delle medaglie d’oro alla Resistenza Angelo Ioppi, Mariano Buratti, Alberto Cozzi, Paolo Braccini e Manlio Gelsomini, nonché altre figure di rilevanza nazionale come Enrico Minio, membro prima della Consulta nazionale e quindi dell’Assemblea costituente, senatore, deputato e sindaco di Civita Castellana dal 1948 al 1964”.
L’invito dell’Unitus è rivolto alle articolazioni provinciali dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia (Anpi), ai rappresentanti istituzionali del comune e della provincia di Viterbo, all’Archivio di stato di Viterbo, ai sindaci della Tuscia, ai centri di documentazione e alle fondazioni culturali, alle organizzazioni sindacali, alle associazioni della solidarietà e del volontariato, ai colleghi dell’ateneo, ai docenti delle scuole superiori e delle scuole medie, ai cittadini e alle cittadine, ai ragazzi e alle ragazze che si riconoscono nei valori dell’antifascismo, della Resistenza, della Costituzione repubblicana e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.
Samuele Sansonetti
