- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Tentano di rubare gasolio alla ditta dei rifiuti, a processo dipendenti infedeli

Condividi la notizia:


Carabinieri - Immagine di repertorio

Carabinieri – Immagine di repertorio

Civita Castellana – (sil.co.) – Dipendenti infedeli a processo per avere tentato di rubare gasolio alla Sate, l’azienda municipalizzata che gestisce la raccolta dei rifiuti a Civita Castellana.

Anche se la difesa ha fatto di tutto per ridimensionare l’episodio, giovedì davanti al giudice Ilaria Inghilleri l’accusa ha chiesto la condanna di entrambi gli imputati. Rispettivamente a 8 mesi di reclusione e 600 euro di multa e a un anno di reclusione e 600 euro di multa. Con lo sconto di un terzo della pena, visto che la coppia, cui viene contestato il reato di furto aggravato, ha chiesto di essere giudicata col rito abbreviato.

Per la difesa, che ha chiesto l’assoluzione per la lieve entità del fatto, “una esagerazione”, a fronte di un furto da un centinaio di euro. Così come esagerata sarebbe la richiesta di risarcimento da parte dell’azienda, che si è costituita parte civile contro i dipendenti infedeli.

I fatti risalgono al 22 agosto 2019 quando, grazie al sistema di videosorveglianza collegato all’allarme, appena installato in seguito a una serie di furti, gli aspiranti ladri sono stati sorpresi in flagrante e catturati poco dopo dai carabinieri mentre, dopo avere aperto con le chiavi il cancello, caricavano taniche di gasolio sulla vettura di uno dei due, parcheggiata davanti all’ingresso col portabagagli aperto. 

Sul posto sono state rinvenute sei taniche, tre delle quali piene, mentre in una tasca dei pantaloni di uno dei dipendenti c’era il telecomando del cancello.

Sentenza a fine aprile. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia: