Viterbo – Torna la Processione del Cristo morto.
Molte persone, ieri sera, hanno riempito le vie della città per il tradizionale e sacro appuntamento che precede la Pasqua.
Viterbo – Processione del Cristo morto
La processione è partita alle 21,30 dalla chiesa del Gonfalone e, ad accompagnare il Cristo morto c’erano il vescovo Orazio Francesco Piazza, le autorità, sindaca Chiara Frontini in testa, le forze dell’ordine e tanti cittadini.
Un momento di preghiera e riflessione.
“In quella croce sono tutte le nostre croci quotidiane – ha affermato il vescovo Piazza – . Oggi abbiamo vissuto il raccoglimento. Raccogliersi non significa solo chiudersi nel proprio cuore ma portarci ciò che è intorno a noi, la nostra vita e le nostre vicende. Portate nel nostro cuore acquistano un nuovo senso e una possibilità di vita. In quella crocifissione ci sono i momenti difficili della nostra vita, i pensieri disorientati, c’è il cuore oscuro. Ma nel fondo del nostro cuore c’è speranza. La speranza per i tanti malati che sono a Belcolle ma anche nelle case, per le famiglie in difficoltà e per la pace nel mondo. La guerra è una follia, che non darà mai risultati umanizzanti. Penso ai tanti caduti e a quelle mamme che hanno dovuto stringere i loro figli come crocifissi”.
“In questi giorni di Pasqua dobbiamo riflettere, ossia riportare nel cuore la nostra vita. E lo dobbiamo fare anche quando la vita stessa ci devasta. È vero: più forte è l’amore e più grande è il dolore. Più intensamente amiamo, più il cuore si spacca. Ma l’amore è l’unica fonte di vita”, ha detto il vescovo.
La statua della Madonna si è spostata a via Annio, piazza Fontana Grande ed è scesa a via Cavour per raggiungere piazza del Comune e concludersi nella chiesa cattedrale e davanti al palazzo Papale.
Viterbo – Processione del Cristo morto
Erano presenti anche le Confraternite del Gonfalone, insieme ai portatori della Madonna Liberatrice e la banda parrocchiale “Santa Maria dell’Edera e Santa Maria del Paradiso” che, con la musica, ha animato il tragitto.

