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Terni – Femminicidio di Borgo Rivo, si impicca in carcere il marito.
L’uomo, Xhafer Uruci, ex muratore 62enne d’origine albanese, era accusato di aver ucciso la moglie, la 56enne Zenepe Uruciera, a coltellate giovedì scorso all’interno della loro abitazione.
Come riferisce l’Ansa, si sarebbe tolto la vita nel carcere di Terni dove era recluso.
Stando a quanto ricostruito, il marito avrebbe colpito Zenepe con cinque coltellate sferrate con la lama di oltre 30 centimetri di un grosso coltello da cucina. Alla giugulare, al ventre e all’altezza delle spalle e del collo. Erano circa le 15 di giovedì scorso. Il corpo della donna è stato ritrovato tra la cucina e il soggiorno dell’appartamento al pianoterra al civico 8 di via delle Crociere dove la coppia viveva assieme ai figli.
L’uomo, bloccato dalla polizia subito dopo il delitto nella stessa abitazione e condotto in questura dove è stato sottoposto a fermo, era stato trasferito in una cella del carcere di strada delle Campore. Lì dove si è tolto la vita, impiccandosi con un lenzuolo. A quanto si apprende, è stato uno degli agenti di polizia penitenziaria a trovare morto il 62enne. Stava facendo un giro di controllo quando ha sentito un rumore e poi trovato impiccato l’uomo. All’arrivo dei soccorsi per lui non ci sarebbe stato nulla da fare.
La salma della moglie si trova al momento all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia dove il medico legale, incaricato dal sostituto procuratore Giorgio Panucci, eseguirà nelle prossime ore l’autopsia.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

