
Viterbo – La cittadella della salute, sede della Asl
Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Venerdì mi sono recata agli sportelli della Cittadella della salute di Viterbo per chiedere la modifica della fornitura dei presidi per incontinenza per una persona di 97 (quasi 98) anni. Mi è stato detto che per la modifica era necessaria la richiesta del geriatra.
Mia cognata (che amorevolmente guarda la madre), ha provveduto a farmi avere la richiesta del medico di famiglia per una visita geriatrica a domicilio (altra coda dal medico di famiglia).
Lunedì mattina mi reco di nuovo agli sportelli del Cup per prenotare la visita domiciliare del geriatra, mi viene detto che la visita domiciliare va richiesta all’ufficio apposito per i servizi domiciliari.
Mi reco quindi all’ufficio suddetto e mi dicono che vanno prima attivati i servizi, e per questo, va compilata una richiesta specifica del medico di famiglia su modulo apposito (scheda di primo contatto) che mi viene consegnato, il tutto perché da 2017 non ha usufruito di servizi domiciliari (non abbiamo dato fastidio).
Ogni ufficio ha le sue peculiarità, i suoi moduli, le sue procedure, e man mano che vai avanti nell’iter scopri qualcosa di nuovo, un nuovo modulo da riempire, un nuovo giro da fare, e ad ogni rinnovo c’è sempre qualcosa di diverso, e nessuno che ti informi su tutta la procedura da seguire.
Da notare che, dietro una persona di 98 anni, ci sono familiari che ne hanno 70 e che sono costretti a seguire tutta questa burocrazia per poter aiutare un genitore, oltre ad accudirlo, e per provvedere alle richieste è costretto a ricorrere ad altre persone (sempre familiari) che faccia fronte alla pratica burocratica.
Ora mi chiedo, per avere supporto ad una persona di 98 anni, non autosufficiente, con disabilità civile riconosciuta dall’Inps, cosa va ancora certificato dal medico generico per poter avere diritto alla visita di un geriatra a domicilio, necessaria (a quanto mi è stato detto) per avere la modifica di fornitura dei presidi per incontinenza, tra l’altro già in corso?
Burocrazia, burocrazia e ancora burocrazia, e nel frattempo chi ci rimette è il povero vecchietto di quasi cento anni che è costretto ad acquistare con la propria pensione i presidi di cui necessità.
Mi chiedo a cosa serve, forse a verificare che il vecchietto è ancora vivo? o che nel frattempo sia guarito? magari diventato più giovane e autosufficiente?
È proprio il caso di dire “Il vecchietto dove lo metto”.
Laura Renzetti
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