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In un video la sedicente veggente e l’ex vescovo Rossi mentre recitano insieme il rosario

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Trevignano – (sil.co.) – In un post sulla pagina Facebook “Maria Madre Mia” spunta il link di un video del 2016 in cui si vede la sedicente veggente di Trevignano mentre impugna la statua della Madonna utilizzandola per fare il segno della croce ed è presente l’ex vescovo della diocesi di Civita Castellana, Romano Rossi. Si tratta di un estratto pubblicato su YouTube del primo rosario recitato insieme a monsignor Rossi nella chiesa del Sacro Cuore a Trevignano a settembre di sette anni fa.


Madonna di Trevignano - Gisella Cardia con l'ex vescovo di Civita Castellana, Romano Rossi

Madonna di Trevignano – Gisella Cardia con l’ex vescovo di Civita Castellana, Romano Rossi


Intanto, per i manufatti abusivi e un parcheggio per centinaia di auto all’interno dell’area vincolata del parco, sarebbe stata denunciata e condannata al ripristino dei luoghi Gisella Cardia, che il 3 di ogni mesi raduna fedeli nella spianata di via Campo delle rose, vista lago di Bracciano.

Non è chiaro se sia Gisella o la Madonna che piange ad essersi meritata l’appellativo di “regina del rosario” cui fa riferimento il sito dell’associazione, inserita nel 2019 nell’elenco delle associazioni a cui si può destinare il 5 per mille, facendo appello a “opere concrete di carità fraterna”.

Nel frattempo nega che sia scappata col malloppo l’avvocato Anna Orlando che, minacciando querele, afferma che la sua assistita si trovi in Italia e si sia ritirata in preghiera. La veggente non è più apparsa in pubblico dal 6 aprile. “Non entro nel merito ma i soldi delle donazioni finiscono nei bilanci non possono essere nascosti. “Chi ha fatto donazioni è stata un’azione volontaria e in nessun caso sono arrivate in cambio di promesse di preghiere o guarigioni”, sottolinea la legale, rigettando ogni accusa.

Afflitta nel periodo di quaresima dalle stimmate, e quest’anno anche da una straordinaria popolarità che l’avrebbe ulteriormente appesantita, la 53enne d’origine siciliana, “condannata a due anni per bancarotta con sospesione della pena”, si sarebbe presa quindi soltanto una pausa dalla folla.

Madonna di Trevignano - L'ex vescovo di Civita Castellana, Romano Rossi

Madonna di Trevignano – L’ex vescovo di Civita Castellana, Romano Rossi


Sui social il caso va a ruba. In un lungo post su Facebook sulla pagina “Maria Madre Mia”, la stessa del link alla messa con l’ex vescovo, si legge: “Spiace vedere alcuni vacillare davanti alle menzogne e alle calunnie della Tv, unite all’odio di gente avversa senza il minimo scrupolo che dopo varie minacce di anni adesso sta cavalcando l’onda mediatica sperando di distruggere un’opera che nessun essere umano potrà mai distruggere perché appartenente a Dio. Ciò che vive Gisella è reale e se non fosse così avrebbe già mollato da tempo visto che l’unico guadagno umano di questa missione sono gli insulti, le minacce, le menzogne e le calunnie….ma questa è la via per chi segue Gesù”.

Tornando al sito, si parla solo di colloqui “momentaneamente sospesi con data da destinarsi”, mentre a proposito degli incontri di preghiera si legge che “sono in lavorazione”. Per verificare, il 3 maggio è vicino, nel frattempo, chi vuole, ha un numero di cellulare a disposizione per inviare le “intenzioni di preghiera”.

Si parla molto anche del ruolo fondamentale che avrebbe avuto nella vicenda l’allora vescovo di Civita Castellana, Romano Rossi, il quale dal canto suo avrebbe dato il suo sostegno esclusivamente per il rosario non per le apparizioni sulle quali nessuno mai si è pronunciato, non per le presunte lacrime.


 

“All’epoca in cui ero a capo della diocesi mi era stata chiesta l’autorizzazione di ritrovarsi una volta alla settimana per la recita del rosario e non potevo certo oppormi alla preghiera del rosario”, ha detto l’ex vescovo Rossi. Alla messa del 3 aprile, come si ricorderà, erano presenti sei sacerdoti. 

Poi è arrivato il successore Marco Salvi, che ad appena un mese dal suo insediamento ha annunciato l’apertura di una commissione diocesana per indagare sul fenomeno. Sulla vicenda, come è noto, la settimana scorsa, è stato presentato anche un esposto, chiedendo indagini “secolari” alla procura di Civitavecchia. Presso il tribunale di Civitavecchia, intanto, Gisella Sarebbe attesa il prossimo 8 maggio per un non meglio precisato processo. 

Ultimo, ma non ultimo. A proposito delle presunte lacrime di sangue di maiale, l’associazione replica a Mattino Cinque: “L’ulteriore aspetto odioso è da ravvisarsi nelle affermazioni secondo le quali il sangue analizzato proveniente asseritamente dalla statua della Madonna sarebbe riconducibili a un animale: il tutto ovviamente senza dare contezza del luogo, modalità di prelievo, della conservazione del campione e del metodo analitico praticato”. 

Di certo, al riguardo, ci sarebbero solo delle analisi risalenti al 2016, il cui esito non sarebbe stato mai rilevato.


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