- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

“Viterbo vuole diventare capitale europea della cultura? Allora diciamo sì a cani in parchi e musei…”

Condividi la notizia:


Cane al supermercato

Cane al supermercato

Cani al passeggino

Cani al passeggino

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – I fiori sono tutti uguali? Certamente no. Ce ne sono di giganti come i girasoli, e di minuscoli come i myosotis. Un  mazzo di girasoli non si tiene in mano, lo stesso numero di myosotis li tieni fra due dita. E gli animali?  Sono mammiferi sia l’orso grizzly americano che il criceto.

Provate ad allevare in casa il primo, magari offrendogli una ruota su cui correre… Le generalizzazioni fanno brutti scherzi ed è necessario ricorrere a dei distinguo. E lo stesso è necessario fare per i cani. Tra un chihuahua e un san bernardo ce ne corre, uno lo tieni su un mano, l’altro ti tiene lui in groppa… Per questo la maggior parte degli hotel pet friendly in realtà ammettono cani di piccola e media taglia, fino a 15/20 kg di peso.

C’è un dato che impressiona. Ad inizio 2022 risultavano iscritti nelle anagrafi regionali degli animali d’affezione 13.209.745 cani, 956.308 gatti e 2.226 furetti. Secondo una ricerca dell’Eurispes il 44% deli italiani ha almeno un cane in casa, e poco meno di due terzi di questi cani sono di piccola e media taglia.

Lasciamo stare i motivi di queste tendenze. Ce ne sarebbe da parlare, e parecchio. Ma il punto è un altro.

La società, le istituzioni, le organizzazioni sociali, culturali, turistiche e persino quelle sanitarie devono tenere conto del fenomeno; e in effetti spesso lo fanno. Dividere il “padrone” (si fa per dire…) dal proprio cane diventa sempre più difficile; per certi versi poco civile, se non addirittura oscurantista. In specie se si tratta di cani di taglia modesta che non  ingombrano più di tanto. Così, ai cani si aprono le porte degli alberghi, dei ristoranti, dei supermercati, di treni, bus, navi e  aerei, oltre che dei parchi pubblici. Altrimenti almeno due italiani su cinque sarebbero penalizzati negli accessi ai servizi e ai benefici collettivi, scontando il peccato di amare un cane.

Ovviamente, i cani hanno tendenze un po’ meno civili degli umani (non sempre, sia chiaro…) per cui è necessario che i loro “padroni” mettano in atto comportamenti particolarmente attenti: tenere i propri cani al guinzaglio, controllare la loro istintiva esuberanza, raccogliere le loro deiezioni, fare in modo che non spargano urina in ogni dove, ecc.

Tutto questo oggi si può fare facilmente, ci sono molte opportunità al riguardo; compresa la possibilità, in taluni casi, di condurre il cane in borsa o in  passeggino. Di qui la necessità di tener conto anche della taglia del cane e di non fare d’ogni erba un  fascio.  Peraltro in certe città più sensibilizzate all’ingresso dei parchi pubblici, rigorosamente aperti ai cani,  sono istallati dei dispenser di bustine per la raccolta delle deiezioni.

In ogni caso,  che “per colpa di qualcuno (padrone sporcaccione) non si fa credito a nessuno” sa parecchio  di pregiudizio. 

La  presenza contemporanea dell’umano e del cane in un luogo pubblico, in definitiva, dipende in buona misura da un  mix di educazione: del cane, del padrone, dell’istituzione ospitante. Il progresso, la civiltà si vedono anche da qui.

Ciò premesso, possiamo constatare che a livello di possibilità di fruizione del bene culturale siamo molto indietro. Non solo in Italia beninteso…

Provate a visitare un museo con il vostro beniamino a quattro zampe, anche in borsa o con il suo passeggino. Niente da fare, non  si entra.  Agli Uffizi e ai Musei Vaticani, quanto meno, è previsto un servizio di dog-sitter all’ingresso. Ma anche in realtà più modeste: in un paesino del Nord Italia si sono attrezzati, mentre i padroni visitano il museo, una dolce dog sitter intrattiene amorevolmente i loro cagnolini. Ma solo perché gli spazi  sono talmente angusti che un passeggino non c’entra.

Invece, provate a visitare assieme al vostro cane Palazzo Farnese a Caprarola, parco compreso. Niente da fare. “Ma il mio cane pesa due chili, lo porto in braccio, in borsa, in passeggino…”. No. Vietato l’ingresso ai cani, a prescindere. 

Provate con Villa Lante; lì è tutto parco, tutto giardino…ci sono pure i gatti, i sorci, le bisce, i piccioni, persino qualche cinghialetto infiltrato… perché i cani no? Ho visto anche un bambino fare pipì dietro un cespuglio, dalle parti della  Fontana dei Fiumi… Niente da fare. I cani non  entrano, in nessun  modo. Ma un dog sitter lo mettono a disposizione?  Non previsto, sconosciuto.  “Ma il cane è piccolo, lo tengo nel passeggino, in borsa, in braccio… ho paletta e bustina se del caso…”. Niente da fare. “Ma è un prato, un bosco, una villa…”.  No, è il Regolamento. 

Il Regolamento. Ferreo:  ché i Dieci Comandamenti  al confronto sembrano dei consigli di bon ton.

Se volete visitare questi luoghi con il vostro coniuge, compagno/a, amico/a e un cagnolino, dovrete fare i turni. Uno entra, guarda, gode, e l’altro custodisce la “bestia”.  Alla faccia di quella sublime esperienza che è godere delle bellezze dell’arte e della cultura fianco a fianco, commentando insieme, magari mano nella mano.  

C’è qualcosa che non va? Qualcosa di obsoleto, incongruo, perfino incivile in tutto ciò? Dite voi…

Allora: siccome alla pars destruens deve seguire sempre quella construens, e non bisogno solo criticare, ma anche proporre delle alternative costruttive, eccone una bella e pronta.

Viterbo vuole farsi capitale europea della cultura? Vogliamo fare lo sgambetto a Parigi, che non  tollera cagnolini al Louvre o a Versailles?

Si potrebbe avviare l’esperienza “Sto con  te”.

Ammissione dei cani di piccola e media taglia in borsa o in passeggino, eventualmente forniti dal Museo o dal Parco assieme al biglietto anche su prenotazione e magari con piccola caparra restituita all’uscita. Si tratta di un servizio già offerto – gratuitamente –  dai supermercati più “avanzati”, dove non ci saranno magari opere d’arte, ma ci sono cibi, alimenti, quindi oggetti altrettanto “sensibili”.   Per i cani più grandi, servizio di custodia con dog sitter professionale  e specializzato.

“Sto con  te”  (attenzione: è il cane che parla) potrebbe valere per i luoghi culturali di proprietà del Comune e in accordo con la Sovrintendenza si potrebbe estendere questa modalità di accoglienza ai luoghi di competenza statale.

“Sto con te”. Perché, mio caro “padrone”, sei mio amico affettuoso; perché con  te trascorro gran parte della mia vita; perché con te provo emozioni; scambio segnali di fedeltà;  perché sono contento se tu sei contento; perché sono educato, se tu sei educato.  Perché sarò tuo compagno fedele, ovunque tu vada.

Sarebbe un ulteriore modo per presentare Viterbo come città di cultura.  

Perché, nel caso che vi sia ancora qualcuno che  non l’avesse capito, la cultura – quella vera – è scambio, crescita, consapevolezza, condivisione, civiltà e civilizzazione, tolleranza e rispetto reciproco, immedesimazione. Poi vengono le belle arti, la storia, la musica, la coreutica, la letteratura. Poi.

 

Francesco Mattioli


Condividi la notizia: