Piazzale Gramsci ridotto a una giungla
Viterbo – Per tagliare l’erba ci vogliono le lamentele. Innanzitutto. Dopodiché, più che un appalto, quello pubblicato dal comune il 15 maggio per il taglio dell’erba, sembra un’ammissione di colpa bell’e buona. L’erba alta, si afferma infatti in determina, è “un danno all’immagine del territorio in contrasto con la vocazione turistica”.
100 mila euro di spesa per dire alla gente di Viterbo che da soli non ce la fanno, l’appalto sui rifiuti già in essere è insufficiente, meno male che ci sono state le segnalazioni dei cittadini, nella stragrande maggioranza dei casi su Tusciaweb, siamo in ritardo con i tempi e l’erba alta è un danno all’immagine del territorio così come alla sua vocazione turistica. Senza considerare che in mezzo all’erba alta pullulano topi e insetti nocivi e chi è allergico ai pollini non se la passa bene.
Viterbo – Tra via del Massaro e via Pietro Vanni
Tutto nero su bianco. Tutto nella premessa alla determinazione del comune di Viterbo della sindaca Chiara Frontini pubblicata il 15 maggio. Una brioches tirata al popolo dopo che la città in questi mesi si è riempita d’erba alta ovunque. Centro storico, periferie, frazioni ed ex comuni. Un territorio governato da una maggioranza consiliare che quando la sua sindaca era all’opposizione, circa una decina d’anni, aveva fatto del taglio dell’erba e del decoro urbano i suoi principali cavalli di battaglia.
La sindaca Chiara Frontini
Centomila euro l’appalto previsto. Non c’è bando ma procedura negoziata. Il tutto per dire, appunto:
1) l’appalto sui rifiuti già in essere è insufficiente. “Il contratto di appalto del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti in essere – sta scritto nella determina del settore 8, politiche dell’ambiente – prevede un numero prefissato di turni annui da destinare alla spollonatura delle alberature e al diserbo, sia chimico che meccanizzato, delle erbe infestanti presenti lungo i marciapiedi stradali, nelle banchine e bordi stradali, ma che gli stessi risultano insufficienti alla copertura dell’effettiva necessità sul territorio”. Un aspetto, quello dell’insufficienza ovvero incapacità dell’amministrazione, a fronteggiare un problema che diventa ancor più esplicito quando in determina si dice: “Riscontrata l’impossibilità a svolgere in via diretta con il personale operativo del settore in quanto non presente in dotazione organica né con quello dell’ente, poiché impegnato quotidianamente in altre mansioni di manutenzione, le operazioni di cui sopra trattandosi di una rilevante estensione della superficie oggetto del servizio di sfalci e diserbo”.
2) Meno male che ci sono state le segnalazioni dei cittadini, nella stragrande maggioranza dei casi a mezzo stampa. “Viste le numerose segnalazioni dei cittadini – prosegue la determina – che lamentano situazioni di degrado e disagio dovuto alla propagazione di vegetazione infestante lungo le strade cittadine”.
3) Siamo in ritardo con i tempi. “La stagione primaverile ed estiva rappresentano il periodo di massima proliferazione e crescita di erbe infestanti”. Scrivere questo significa ammettere un ritardo, anche grave, considerando che siamo già alle porte dell’estate e tutta la stagione precedente, la primavera, contemplata in determina, è andata.
4) L’erba alta è un danno all’immagine del territorio così come alla sua vocazione turistica. Senza poi dimenticare igiene e salute. “Tali situazioni – ammette l’amministrazione in determina – se non adeguatamente contenute, soprattutto quando si verificano nei centri urbani, oltre che produrre un danno all’immagine del territorio in contrasto con la vocazione turistica ed ambientale dei luoghi, costituiscono motivo di pregiudizio per l’igiene pubblica e per la salute dei cittadini contribuendo alla diffusione di allergeni mediante produzione di pollini nonché favorendo nonché creazione di un habitat favorevole alla presenza ratti ed insetti nocivi e perniciosi”.
Viterbo – Erba alta un metro in via Raffaello nel quartiere di Santa Barbara
Infine gli ultimi due passaggi in premessa. Significativi, si fa per dire. Il primo. “Risulta urgente e necessario il controllo della vegetazione spontanea infestante attraverso attività di taglio meccanico, estirpazione, irrorazione di idoneo prodotto fitoregolatore per il controllo della crescita, asporto delle erbe infestanti presenti lungo i marciapiedi della viabilità principale di Viterbo, delle frazioni e nelle vie del centro storico, nonché nelle aree verdi residuali”.
Il secondo. “È interesse dell’amministrazione, in coerenza alle proprie politiche di gestione del territorio, procedere alla cura delle aree e spazi pubblici, garantendo i necessari standard di manutenzione delle stesse, allo scopo di renderle fruibili dalla cittadinanza e ristabilire il decoro delle suddette aree”.
Due passaggi che fanno venire in mente una sola espressione: “Mecojoni!”.
Daniele Camilli
Articoli: Guerra alle erbacce, interventi per quasi 100mila euro – Chiara Frontini: “Centomila euro per il diserbo e fototrappole per colpire gli incivili”



