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“Basta truffe telefoniche, la firma diventi obbligatoria per validità contratti stipulati non in presenza”

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Viterbo – “Basta truffe telefoniche, la firma diventi obbligatoria per validità contratti stipulati non in presenza”. E’ la richiesta al legislatore dell’avvocato Roberto Fava, non nuovo a simili iniziative. Ecco i consigli del legale ai consumatori per evitare “conversazioni a sorpresa” e una proposta “facile” al legislatore per risolvere a monte il problema.


Roberto Fava

L’avvocato Roberto Fava


Avvocato Fava, possiamo dire che il cittadino è “assediato” dai truffatori”?
“Siamo ormai abituati a convivere con l’ inquietudine, il timore, la necessità di costante vigilanza per cercare di evitare i continui tentativi di truffa che dobbiamo subire”.

Quali sono le truffe più diffuse?
“Oltre ai messaggi che ci arrivano sul telefonino, tipo ‘sta per essere annullata la tua carta di credito, per evitarlo digita il tuo pin….’, e agli sconosciuti che si presentano nelle case col solito ‘siamo dell’ Enel’, ci sono, e sono i più frequenti e pericolosi i contatti mediante telefono, che fanno un’offerta di acquisto o di cambiamento di utenza di servizi, registrando la telefonata. Sappiamo ormai che se chi chiama è un malintenzionato può facilmente elaborare la registrazione della conversazione telefonica modificandola.

Che vuol dire che la conversazione registrata può essere elaborata?
“Per esempio se il cittadino ha detto ‘non voglio acquistare il prodotto’, il truffatore può facilmente eliminare il ‘non’ e  far apparire il consenso all’ acquisto. Si raccomanda infatti di non pronunciare mai la parola ‘sì’ perché quella parola può essere spostata nella registrazione e farla risultare come risposta di consenso ad una proposta di acquisto”.

Ma come può valere un consenso senza una firma?
“Secondo la legge, il consenso del consumatore non può essere raccolto solo verbalmente ma deve essere  fissato su un supporto ‘durevole’. La legge, però, permette che, se c’è consenso del consumatore – e  abbiamo visto come sia facile far risultare falsamente tale consenso – questo supporto possa anche non essere un contratto scritto ma la semplice registrazione vocale, archiviata poi dall’operatore”.

Quindi un “sì” detto, o nemmeno detto, al telefono può diventare un contratto?
“Purtroppo è così. Recentemente, inoltre, sembra che le cose siano anche peggiorate. Infatti è stato realizzato un apparecchio che ‘clona’ la voce umana. Quindi anche se il consumatore ha detto di rifiutare ogni offerta, il truffatore, clonata
la sua voce, può far risultare una frase completamente diversa, nella quale per esempio concludeva l’acquisto di quanto offerto. Quindi non c’è più prudenza sufficiente”.

Però a tutela del consumatore c’è sempre il diritto di recesso…
“Per legge il consumatore ha diritto a recedere dal contratto entro 14 giorni, ma questa tutela non è utilizzabile dato che il consumatore non sa che è stato fatto risultare che abbia fatto un acquisto. La tutela successiva di legge può rivelarsi addirittura peggiore del male. Il consumatore imbrogliato può difendersi solo con una fastidiosa ed onerosa causa civile e può anche fare una denuncia penale, ma in questo caso il processo si svolgerà nel tribunale del luogo da cui telefonava l’operatore, perciò, per esempio, un cittadino di Viterbo può essere costretto a recarsi ripetutamente al tribunale, per esempio, di Palermo”.

Quindi il cittadino ha fondato motivo di essere inquieto ogni volta che suona il suo telefono…
“Indubbiamente. E’ veramente troppo facile per il truffatore agire contro di lui, mentre per lui è quasi impossibile evitare la truffa e questo non dovrebbe invece accadere in uno stato che si prenda cura della sicurezza e serenità dei cittadini”.

Come possiamo difenderci? Lei al riguardo ha un suggerimento da dare al legislatore? 
“Chiediamo l’intervento del legislatore perché provveda con urgenza a introdurre una facilissima forma di ‘tutela’, disponendo che per la validità di ogni contratto non stipulato in presenza del consumatore sia necessaria, assolutamente sempre e senza possibilità di eccezione, la firma di lui, magari trasmessa per email. Mi propongo di promuovere la richiesta di questa modifica di legge, a tale scopo sollecitando l’ opinione pubblica a mezzo della stampa, che ringrazio, ricordando che negli anni scorsi ho già suggerito una modifica al codice penale ottenendo che fosse approvata.

Silvana Cortignani


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