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Chiara contro Chiara, è scontro fra la sindaca e la figlia di Alvaro Ricci

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Viterbo – Inedito scontro Frontini-Ricci, stavolta non è Alvaro, ma la figlia Chiara.

Inedito, inusuale e via social, fra la sindaca e la parente del capogruppo Pd in consiglio comunale.


Viterbo in festa nella giornata di domenica 30 aprile

Viterbo in festa


Chiara Ricci ha “osato” mettere in discussione il contenuto di un post, uno dei tanti del primo cittadino, in cui invitava entusiasticamente a partecipare a Viterbo in festa.

Ricci (Chiara), però, ci ha tenuto a sottolineare che i meriti se li doveva prendere chi l’iniziativa l’ha organizzata. La sindaca ovviamente in disaccordo, ha replicato.

Fin qui nulla di strano. La nota, forse un po’ stonata,è arrivata quando Chiara (Frontini) ha ricordato a Chiara (Ricci) la parentela. Della serie, la pensi così perché sappiamo chi è tuo padre. Possibilità d’avere un’idea indipendente, non concessa.

“Insieme per Viterbo in Festa– aveva scritto la sindaca -la prima edizione di un evento in cui ognuno ha fatto la sua parte, in cui partecipazione ed entusiasmo sono stati i veri protagonisti, dopo Viterbo, ovviamente. Un grazie grande così va a chi si è fatto carico del lavoro più impegnativo: il coordinamento di tutto questo. E quindi grazie a Irene Temperini, Francesco Cerra,Sara PrataliRosanna StoppanieVera Anelli, i motori della festa”.

Post che provocato la risposta da parte dell’altra Chiara, Ricci. “Si prenda i meriti chi ha lavorato giorno e notte – ha detto Chiara Ricci – mettendo a disposizione la propria creatività, voglia di fare, energia e i suoi soldi, non chi parla tanto, è brava nella comunicazione, ha grandi capacità con i social, ma poi non fa nulla”.

Una critica che parte dalla manifestazione e arriva all’amministrazione: “Mi dispiace cara sindaca, ma, se tempo fa si poteva dire va beh è solo un mese, sono solo tre mesi, sono 5 mesi… ormai l’anno di amministrazione è a ridosso e poco hai fatto. Men che meno per questo evento. Quindi, di grazia, gira per la città e con estrema umiltà quando qualcuno, inconsapevole, ti ringrazierà vedi di rispondere dicendo “io non ho fatto nulla, anzi… se c’è la festa è grazie ai privati che con la pro loco si sono impegnati per fare ciò che io ho snobbato”.

E qui parte la replica da parte di Chiara Frontini, che racconta come nelle città che funzionano, commercianti e imprenditori partecipano, con amministrazioni e associazioni a rendere vive le proprie vive.

Ricorda che non c’erano le condizioni per organizzare Viterbo in Fiore e i fondi messi a disposizione da palazzo dei Priori per Viterbo in Festa: “Il comune – spiega Frontini – co organizza coadiuvando al meglio delle proprie possibilità, con uno stanziamento di 18.500 euro, il suolo pubblico gratuito, quattro spazi comunali gratuiti e un intero settore, guidato dal vice sindaco, a supporto per superare ostacoli e burocrazie, i commercianti e i rappresentanti di categoria partecipano e contribuiscono.

Tutti i grandi eventi e festival si organizzano cosi: così faceva Caffeina (lasciamo stare poi i risvolti successivi), cosi faceva anche San Pellegrino in Fiore (che non è mai stato organizzato dal comune, ma sempre da un ente terzo, tranne nel 2012) e cosi è anche adesso”.

Poi si va sul personale: “Ora, io capisco che l’opposizione debba fare il suo lavoro (sei la figlia di Alvaro vero, il consigliere del Pd, erro?) e capisco pure che c’è chi per accreditare se stesso deve per forza trovare un nemico da attaccare, rimestare nel torbido, cercare la notizia per forza.

Ma cosi facendo, l’unica che state attaccando, in realtà, è Viterbo. La voglia di fare vince sulla voglia di distruggere. Facciamocene tutti una ragione e cresciamo come comunità, perché occasioni come queste non vanno perse”.

È un po’ come leggere un commento del marito di Chiara Frontini e prendersela con la sindaca. O viceversa, se in accordo, complimentarsi con lei. 

Giuseppe Ferlicca


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