Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La polizia penitenziaria di Viterbo costretta a lavorare in un seminterrato spesso pieno di escrementi. Come se non bastassero gli altri problemi di organico e gestione, queste sono le condizioni lavorative a cui sono costretti gli uomini e le donne della reparto di Viterbo.
Mammagialla – Le condizioni del seminterrato del carcere
Abbiamo più volte segnalato agli organi competenti, Asl, procura, Visag, Nas e ovviamente direzione ma ad oggi nessuna soluzione e continue lamentele da parte del personale che con frequenza settimanale è, appunto, costretto a scendere nello “scantinato” delle multivideo conferenze.
Le salette in questione sono quelle dove si svolgono i processi a distanza con i detenuti che in gran parte si rifiutano di scendere per motivi di salute. Ebbene sì, i detenuti per paura di sviluppare malattie possono volontariamente non presenziare all’udienza mentre i poliziotti sono obbligati a scendere dal servizio.
Abbiamo fatto un sopralluogo nel mese di marzo e abbiamo trovato ambienti fatiscenti e pieni di potenziali rischi per la salute del lavoratore, muffe in uno stato molto avanzato e diffuse, assenza di bagni, infiltrazioni dal soffitto copiose essendo appunto locali sotterranei, resti di carcasse in decomposizioni di volatili, impianti elettrici abbandonati e con fili al vento, assenza di posti di servizio idonei e ciliegina, mancanza di areazione forzata. O meglio l’impianto c’è ma non si può utilizzare durante i collegamenti perché troppo rumoroso.
Mammagialla – Le condizioni del seminterrato del carcere
Il reparto era stato dichiarato inagibile molti anni fa tanto che l’amministrazione ne ha costruito uno nuovo circa 15 anni orsono. Reparto vecchio chiuso e abbandonato. Con l’impennata dei processi a distanza dell’epoca post-Covid, essendovi una grande richiesta di spazi attrezzati al collegamento, il dipartimento ha pensato bene di riaprire senza interventi risolutivi le vecchie salette e farvi i processi. Non solo le cose non sono migliorate ma si paga uno stato di abbandono decennale che si ripercuote direttamente sulla salute dei poliziotti penitenziari.
Alcuni giorni indietro c’è stato un vero e proprio allagamento da acque reflue, comprensive di escrementi che hanno riempito tutto lo spazio calpestabile.
Mammagialla – Le condizioni del seminterrato del carcere
Non sono presenti i bagni proprio perché quelli esistenti sono chiusi in quanto essendo sotto il livello del suolo sono soggetti a veri e propri rigurgiti. Un intervento superficiale di pulizia e il giorno dopo salette pronte all’utilizzo.
Ci sono le condizioni minime igienico sanitarie? Sono sottoposti ad esposizione di agenti patogeni i poliziotti che sono obbligati a scendere nei sotterranei? Essendo sotterranei e mancando le finestre è salubre l’aria che si respira nei locali? Non ne siamo tanto sicuri. Queste le domande che poniamo a chi di dovere, senza però per ora risposte. Come se gli sbagliati fossimo noi a denunciare questa aberrante situazione. Se fosse stato un esercizio privato sarebbe stato chiuso immediatamente e buttate le chiavi con ovvia denuncia al proprietario di questo ne siamo sicuri.
Luca Floris
Vicesegretario regionale Lazio Sappe


